Meglio il commissario che l’amministrazione Maliziola. Non ci sono mezzi termini per gli 11 firmatari delle dimissioni che hanno portato alla fine della giunta Maliziola. Leggiamo le loro ragioni in un articolo de Il Messaggero.
“È venuta a mancare la democrazia”. Ecco perché la maggioranza di centrosinistra al comune di Ceccano ha deciso, con le dimissioni di massa, venerdì, di far cadere l’amministrazione di Manuela Maliziola, la prima al femminile della città dei conti. Ieri gli otto consiglieri di maggioranza che hanno preso la drastica decisione che porta dritti al commissariamento della città almeno fino alla prossima primavera, hanno spiegato le motivazioni del gesto. Partendo dal loro giudizio sul sindaco, durissimo. L’hanno tacciata di “incapacità amministrativa e politica”, di “superbia”, addirittura arrivando a dire, per bocca del presidente del Consiglio Antonello Ciotoli: “Dovremmo chiedere scusa ai cittadini per aver chiesto loro due anni fa il voto per lei”. La frattura tra il sindaco e la sua maggioranza si è consumata all’indomani del rimpasto di giunta di giovedì: la Maliziola aveva preteso dai partiti nomi e volti nuovi ma le liste e le formazioni politiche avevano invece controproposto nomi scelti autonomamente, alcuni dei quali già in passato sindaci e assessori, facendo fede all’accordo firmato lo scorso anno in occasione dell’ingresso del Pd (e di Maurizio Cerroni) in giunta. Accordo che sanciva la piena autonomia dei partiti nella scelta degli assessori. “Quello era un documento firmato da tutti, anche dal sindaco – hanno spiegato ieri Ciotoli, Giulio Conti (Pd), Angelo Ciotoli e Terenzio Ricci (Psi), Arcangelo Compagnone (Sel), Ernesto Pirri (Insieme per Ceccano) e Umberto Terenzi (Prc) –. Non riusciamo a comprendere perché all’improvviso non è stato ritenuto più valido”. La scelta di una giunta tecnica, per di più senza confronto con i partiti, non è stata digerita. Ecco perché a sole 16 ore dall’annuncio del sindaco, 11 consiglieri avevano già protocollato le dimissioni di massa. “Con questo metodo la democrazia è stata sbeffeggiata – è stato ribadito ieri -. Siamo rimasti interdetti dalle scelte del sindaco. Le persone chiamate a rivestire il ruolo di assessori non hanno nulla a che fare con Ceccano e soprattutto non sono passati alla prova del voto, del confronto con i cittadini”. Ora però saranno lunghi mesi di commissariamento… “Ne siamo consapevoli – è stata la risposta -. Ma siamo anche consapevoli del fatto che paradossalmente farà più un commissario in un anno che la Maliziola in altri tre di governo”. “La responsabilità di questo commissariamento – ha ribadito Terenzi – è tutta di Manuela Maliziola, il nostro è stato un atto di coraggio, di rispetto ai cittadini. Abbiamo salvato questa città da altri tre anni di nulla”. Il giudizio dei partiti infatti è impietoso anche dal punto di vista amministrativo: “Nessun progetto sul Palasport, che pure doveva essere l’emblema del suo governo, nessuna direzione individuata, nessuna svolta, nessuna disponibilità”. Insomma, quella del 2012 fu una scelta sbagliata? Eppure la Maliziola poi ha aderito al Psi… “Sì, è come in un matrimonio: credi di aver sposato una donna splendida e poi ti accorgi che ti tradisce. Per fortuna che esiste il divorzio…”. Farà ancora parte del Psi? “Per quanto mi riguarda decisamente no” ha risposto Angelo Ciotoli. E per il futuro? La campagna elettorale a Ceccano è già iniziata. Stavolta il centrosinistra si dice convinto: non farà l’errore del 2012, non si presenterà separato con due candidati. “Stavolta il candidato uscirà dalle primarie – affermano sicuri tutti -, e sarà sostenuto dal centrosinistra compatto. Non sbaglieremo un’altra volta”.
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“Stavolta il candidato uscirà dalle primarie – affermano sicuri tutti -, e sarà sostenuto dal centrosinistra compatto. Non sbaglieremo un’altra volta”.
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E stavolta, proprio in quanto sono di sinistra, il mio voto se lo scordano.