Hanno comprato di tutto e avrebbero comprato altro se ci fosse stato: come spesso capita, con il Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres abbiamo organizzato un concerto in uno scambio internazionale, stavolta un coro americano, l’Arkansas Northeastern Community Chamber Chorale. Potete vedere qualche foto qui
Erano ad Amaseno, sono arrivati per pranzo del 2 gennaio. Venivano da Sorrento, diretti a Roma. E come per le altre volte c’è stato il trionfo dell’ospitalità della nostra terra: fini fini, mozzarelle di
bufala, olive, vino, carne di bufaletta, ciambelline e tozzetti al vino. Eravamo travolti dai ringraziamenti per la giornata che stavano trascorrendo ad Amaseno: da un banchetto improvvisato hanno comprato tutto quello che c’era da acquistare dei nostri sapori, dei nostri prodotti. E poi la bellezza di S. Maria Assunta, il pubblico caloroso, i presepi…
Una domanda: perché questi eventi episodici, frutto della volontà organizzatrice di un’associazione di volontari, non diventano invece sistema di promozione di attività e di aziende? 40 americani dell’Arkansas torneranno a casa con nel cuore il ricordo di Amaseno, delle sue bellezze ma anche dei suoi sapori. E questo accade ogni volta che il Concentus organizza uno scambio: è successo con i francesi, i tedeschi… Accade e accadrà: perché non promuovere queste attività di scambio a sistema? Sono tantissime le formazioni musicali, corali ed orchestrali, che vengono a Roma per cantare: una giornata a Ceccano o ad Amaseno o a Castro potrebbe essere offerta facilmente, l’esperienza ventennale ce lo insegna.
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Buonasera, sono Gianni, ero presente, vi assicuro che noi da anni con il nostro piccolo proponiamo il prodotto, ma sopratutto, il territorio.
L’ ITALIA potrebbe vivere di turismo, invece lo distruggiamo, caso Pompei, Colosseo non restaurato (perché chi finanziava era un privato), il caso Amaseno, conserviamo il Sangue di S Lorenzo, da secoli e i paesi confinanti non lo sanno.
Spero che cambi qualcosa,siamo padroni delle culture, storiche,musicale,alimentare e tant’altro.
Gianni