E’ il nuovo nome che sarà dato a via Solferino, a Ceccano, dopo che, ad appena 4 anni dal completo rifacimento della strada ( già in quel momento con tanto di marciapiedi a scomparsa (cfr qui), è stata di nuovo scavata per sostituire la condotta dell’acqua. Riemergono così le fragilità di un sistema che non conosce persone cui attribuire responsabilità.
Infatti, ci chiediamo: nella progettazione e nell’appalto di 4 anni fa, con il completo rifacimento della strada, non era stata prevista la sostituzione degli impianti? e se non era stata prevista perché è stato approvato il progetto? e se, invece, come supponiamo, era stata prevista, possibile che la nuova
condotta sia durata soltanto 4 anni? I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte? Ad occhio non sembrerebbe. Ma qualcuno a Palazzo Antonelli avrà certamente dichiarato e firmato che tutto invece era stato fatto regolarmente. Risulta vero che le tubature del gas sarebbero troppo superficiali ed avrebbero costretto l’azienda incaricata dei lavori ad alzare la quota stradale, interrando così i marciapiedi a scomparsa? E se questo è vero perché non s’è approfittato dell’occasione per sistemare anche quelli, ribassando la sede stradale ed impedendo così all’acqua piovana di entrare nelle case?
Qualcuno ha mai pensato di chiedere i danni a chi ha progettato, eseguito, verificato male i lavori?
Ora l’Acea ha dovuto riscavare, senza fra l’altro completare gli allacci, che dovranno essere realizzati mandando per aria i marciapiedi a scomparsa messi in opera meno di 4 anni fa. E tutto a spese dei contribuenti. Complimenti!
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e’ un peccato, che spreco, ma succede dappertutto, se vi puo’ consolare
No Cleofe, non ci consola il fatto che queste “cose” succedono anche da altre parti. Sul piano del rapporto fra cittadini e politica (e non solo quella comunale) il quadro è notevolmente peggiorato rispetto agli anni della nostra gioventù, e credimi non era semplice. Nessuna delle promesse elettorali è stata portata a termine a cominciare dal rinnovamernto della classe di governo del paese; coloro che oggi ne sono preposti malgrado i duri contrasti e le differenze manifestatasi in campagna elettorale, hanno deciso di ignorarli e di procedere insieme come se nulla fosse accaduto. Questa giunta è perciò parte integrante di un sistema che ha la fragilità di non conoscere persone cui attribuire responsabilità e sarà ricordata come uno dei periodi più confusi, inutili ed inetti della storia di Ceccano. Sono soltanto un patetico e disastroso tentativo di un ceto politico ormai al capolinea, di sopravvivere al proprio conclamato fallimento.
Se mi permetti, un affettuoso saluto
Antonio Olmetti