No, questa non è una rivisitazione di uno stupido stato dedicato all’anno perso per sempre, o a quello appena nato, o su quanto quest’ultimo potrà essere peggiore o migliore del precedente. Questo è per te. Sarà che, il primo gennaio di tutti gli anni, precisamente diciassette da quando mi hai dato alla luce, mi è impossibile non essere felice, in modo spontaneo, intendo. Che io mi svegli stringendo le calde lenzuola di flanella lilla che mi hai comprato, o che, un po’ brilla, mi trovi dentro una piccola casetta piena di volti amichevoli con un bicchiere di spumante in mano, il primo, unico, devastante pensiero sei tu, è il tuo compleanno, mamma! Forse, lo sopravvaluto un po’. Lo festeggio più di un qualsiasi Natale, una qualsiasi Pasqua, o Carnevale, è il modo migliore per salutare l’anno che viene.
Da anni cerco di tornare o svegliarmi in tempo per portarti la…
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