Sede vacante, cosa accade


di Francesco Peloso per http://www.famigliacristiana.it

Il logo della Sede vacante. Dal sito: www.vatican.va

Dalle 20 del 28 febbraio è iniziata la Sede vacante. La Chiesa universale, ora, attende l’elezione del successore di Benedetto XVI. All’ascensore e all’appartamento del Papa verranno apposti i sigilli, le stanze in cui ha vissuto per otto anni il Pontefice rimarranno vuote, simbolicamente e fisicamente. Da quel momento decadranno pure tutti i capi dicastero della Curia romana, l’attività di governo nei giorni seguenti sarà quindi garantita dalla cosiddetta Camera Apostolica composta dal Camerlengo e dal suo vice – in questo caso il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e monsignor Luigi Celata – e dagli uditori. Al Camerlengo spetterà già nelle prossime ore il compito di annullare l’anello del pescatore, simbolo del ministero petrino, e il sigillo del pontificato.

Nei giorni scorsi il Papa aveva inoltre nominato monsignor Giuseppe Sciacca uditore della Camera apostolica. Quest’ultimo, che è il Segretario dello Stato della Città del Vaticano, ricoprirà in questa speciale occasione un importante ruolo: quello di consulente giuridico del Camerlengo, una funzione particolarmente delicata nel momento in cui la rinuncia del Pontefice ha disegnato scenari inediti anche dal punto di vista  della normativa che regola la fine di un pontificato e i passaggi successivi.

Se la Curia ‘decade’ quasi in blocco all’inizio della sede vacante, alcune cariche restano in vigore. Si tratta del decano del Sacro collegio, cioè il cardinale Angelo svizzeriSodano, del vicario di Roma, il cardinale Agostino Vallini, quindi del Penitenziere maggiore, il cardinale Manuel Monteiro de Castro, dell’elemosiniere monsignor Guido Pozzo. Al loro posto restano pure il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Giovanni Becciu, il segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Dominique Mamberti,  e l’arciprete della basilica vaticana, il cardinale Angelo Comastri. 

L’altro organismo che però avrà il compito di governare la Chiesa nei giorni che precedono l‘elezione del nuovo Papa, è il Sacro collegio cardinalizio. Fra l’altro le poste vaticane diffonderanno uno speciale annullo, un francobollo sul quale si leggerà: “Benedictus p.XVI renunziat ministerio petrino”, allo stesso modo circoleranno alcune monete, che faranno di certo la fortuna di qualche collezionista, con impresso un simbolo speciale relativo al tempo della sede vacante. Ma se questi sono i passaggi formali più immediati e certi, l’altro aspetto di rilievo è l’inizio dei lavori che porterà al prossimo conclave. In questa fase, infatti, il collegio cardinalizio viene guidato dal decano; da ricordare però che il cardinale Sodano – che ricopre il ruolo – ha più di 80 anni non entrerà quindi nella Cappella Sistina dove sarà sostituito dal  vice-decano, vale a dire il cardinale Giovanni Battista Re. Ad ogni modo domattina Sodano farà partire le convocazioni ufficiali a tutti i cardinali del mondo, anche se in questo caso si tratta di un atto solo formale. C’è infatti già una data: il 4 marzo iniziano le cosiddette congregazioni generali, cioè gli incontri ufficiali fra tutti i cardinali  – elettori e ultraottantenni – che si svolgeranno nell’aula del sinodo in Vaticano.

Tuttavia già stamane ben 144 porporati hanno voluto salutare personalmente Benedetto XVI nella Sala Clementina del Palazzo apostolico. Così, informalmente, come del resto era abbastanza naturale, le consultazioni e gli scambi fra i diversi ‘grandi elettori’ hanno già preso il via. Se questo è il quadro generale è giusto sottolineare che non tutti i cardinali votanti sono già arrivati a Roma, molti sono in viaggio in queste ore provenienti da diverse parti del mondo. Nella nuova situazione venutasi a creare con le dimissioni del Papa, poi, un certo dibattito – anche mediatico – è nato intorno alla data d’inizio del conclave. Appurato che lo stesso Benedetto XVI con un apposito atto legislativo – l’ormai famoso motu proprio – ha lasciato i cardinali liberi di anticipare o procrastinare di qualche giorno il momento in cui i porporati cominciano a votare nella Sistina, ufficialmente sarà dal 4 marzo che il sacro collegio riunito al gran completo prenderà una decisione. Ma non è detto che già lunedì la questione sarà definitivamente risolta, d’altro canto i porporati potranno a quel punto prendersi il tempo che riterranno necessario per decidere quali temi trattare e quale calendario delineare per avvicinarsi al giorno fatidico.

  Francesco Peloso

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