Sono i dati della Società italiana di cardiologia, che ha sottoposto a controllo quasi 10 mila allievi, tra cui quelli del Liceo di Ceccano. Il 21 per cento dei ragazzi sottoposti ad elettrocardiogramma sono stati inviati ad approfondire le loro condizioni cardiache, mentre nell’1 per cento ci si è trovati di fronte a patologie importanti.

I risultati dell’inchiesta sono stati resi noti durante il Convegno Al cuor non si comanda, tenutosi nella Biblioteca di Casamari venerdì 14 settembre. Scopo del convegno quello di prevenire le morti improvvise dei giovani: si tratta di un fenomeno importante, che causa ogni anno in Italia la scomparsa di 1000 giovani vite, come quella di Gianmarco Imola, morto un mese fa a 16 anni.
Il prof. Fedele, primario di cardiologia all’Umberto I di Roma e presidente della Società italiana di cardiologia, ha insistito moltissimo sull’importanza dei programmi di prevenzione: le morti improvvise dei giovani infatti dipendono essenzialmente dai mancati controlli che devono riguardare innanzitutto i ragazzi impegnati nelle attività sportive e poi tutti gli altri.
Altro elemento essenziale è la disponibilità di defibrillatori e di personale formato all’uso: per quest’ultimo aspetto, il Liceo di Ceccano ha illustrato la propria esperienza, con la raccolta di fondi per l’acquisto del defibrillatore e con l’intervento successivo dell’Associazione Libera Caccia, che ha consentito l’installazione della macchina salvavita.
Ora, grazie all’impegno del prof. Fedele e dei suoi collaboratori, e della prof.ssa Filomena Rocca, il Ministero dell’Istruzione coinvolgerà tutte le scuole superiori del frusinate nel programma di prevenzione.
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