A Patrizia Danella mi sono permesso di rispondere così:
Eravamo in molti a pensare che Palazzo Antonelli sarebbe venuto giù al canto corale di Bella ciao… E’ ancora lì.
E poi nessuna meraviglia per quanto è accaduto: distinguiamo, intanto. Io non apprezzo minimamente l’inciucio, non lo ritengo una cosa giusta, penso sia un tradimento sostanziale nei confronti degli elettori che si ritrovano ad aver eletto un rappresentante che ora è in giunta con coloro che aveva criticato aspramente in campagna elettorale.
Quello che è avvenuto è però nella storia della sinistra a Ceccano, si potrebbe dire nel suo DNA: la giunta con Piroli negli anni 60; quella con Trotta negli anni 75-80; quella con Querqui nel 2002, guidata proprio da Antonio Ciotoli, predecessore di Manuela Maliziola. Sempre un sostegno da parte di chi era stato eletto con i voti di chi non aveva certo apprezzato le amministrazioni di sinistra.
Nessun ceccanese si è meravigliato troppo… la sinistra fabraterna ce l’ha come abitudine storica.
Tutti i giornali, fra l’altro, avevano annunciato l’inserimento di Corsi in giunta sin dalle primissime ore dopo il ballottaggio… non c’è stato, allora, alcun grido di dolore dagli attuali ex alleati, né da Rifondazione Comunista né dall’Idv.
Il mal di pancia è cominciato molto tardi…
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