
Non poteva non cadere: è l’opinione lapidaria del gruppo Ceccano 2012. In un post riportato da Antonio Nalli si legge:
“Abbiamo ancora sotto gli occhi le immagini del disastroso crollo della copertura del Palazzetto dello Sport, una delle opere pubbliche più costose ed importanti realizzate a Ceccano negli ultimi 50 anni. Per assurdo ci troviamo ora a ringraziare la neve che ha messo a nudo la fragilità di quell’opera che prima o poi sarebbe venuta giù sotto il carico di uno stormo di uccelli o sotto la pressione di una pioggia intensa. In poche parole la neve ci ha salvato da una tragedia annunciata. Usiamo la parola “annunciata” facendo questa semplice riflessione: da quanto riportato nella determina n°56 del 1/03/2011, la progettazione e la direzione lavori per la “Messa a Norma del Palazzetto dello Sport” sono stati svolti da tecnici comunali. Quindi le conclusioni sono due: errore di progettazione oppure consapevolezza del rischio. Nel primo caso ci troviamo di fronte a degli incompetenti nel secondo a degli incoscienti. La parola “annunciata” trova quindi la sua motivazione. Ci aspettiamo, prima ancora che la magistratura apra un’inchiesta, le dimissioni di tutti i tecnici comunali responsabili di quanto accaduto. 
E Ceccano 2012 evidenzia altre due strutture pericolose: la Tribuna del Parco dello Sport e dell’Ecocentro comunale.
A partire dal mese di agosto – si legge – abbiamo cominciato a sollevare il problema su come si potessero spendere 800.000 euro in una delle più brutte e inutili opere mai realizzate a Ceccano ed avere il coraggio di richiedere un finanziamento di altri 300.000 euro per opere di completamento. Tralasciando lo spreco economico, di cui abbiamo già abbondantemente parlato in altri articoli, soffermiamoci su quanto abbiamo scoperto durante alcuni sopralluoghi:
- pilastri portanti con ferri di armatura a vista soggetti a corrosione con conseguente riduzione delle resistenze;
- metà del solaio della tribuna incompleto con conseguenti infiltrazioni d’acqua e accelerazione dei fenomeni di corrosione e deterioramento della struttura portante in cemento armato;
- assenza di tutti le più elementari opere di finitura;
- assenza di qualsiasi allaccio fognario che dia la possibilità di usufrire di bagni e spogliatoi.
A corredo di tutto ciò un’area esterna che non ha nulla da invidiare ad un campo minato: carriole mezze sepolte, ferri arrugginiti, tavole, cocci …. praticamente di tutto.
E continua qui il-crollo-del-palatiberia-non-e-una-sorpresa
E poi sull’ecocentro di via Anime Sante: sono state realizzate, nell’ambito dei lavori dell’Ecocentro comunale, opere in cemento armato senza alcun progetto strutturale e di conseguenza senza alcun deposito allo Sportello Unico per l’Edilizia del comune e relativo inoltro al Genio Civile di Frosinone. Cosa ancor più grave è la comunicazione di inizio lavori al comune di Ceccano da parte del legale rappresentante della Gea s.r.l., impresa incaricata dei lavori, dove veniva riportato quanto segue: ”Nello stato attuale sul sito sono presenti due muri di contenimento. La scrivente non intende realizzare nessun opera muraria”.
E’ davvero così?
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