Quando Karol Wojtyla, l’11 giugno 1988, venne a Messina per celebrare la canonizzazione della grande mistica Eustochia Smeralda Calafato, dell’ordine delle Clarisse, forse non immaginava che stava per elevare agli altari colei che ispirò il sommo artista Antonello da Messina in uno dei capolavori più celebrati e riprodotti, l’«Annunciata» o «Annunziata», che oggi col suo sublime volto gigliato accoglie i visitatori di Palazzo Abatellis di Palermo.
Un’Annunziata «senza angeli» – i milanesi hanno potuto ammirarla nell’ottobre 2007 al Museo diocesano – che colpisce per quella mano sospesa e protesa che Longhi definiva la «più bella mano della storia della pittura».
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