Tutto per bici e pedoni, le auto un nemico da allontanare. Bruges, culla della civiltà delle Fiandre, capitale europea della cultura, ha da tempo fatto le sue scelte: essere una città a misura d’uomo. Cosi’ rispetto massimo per i pedoni, piste ciclabili a volontà e precedenza alle bici negli incroci, ricerca del silenzio all’interno del centro abitato. Insomma il paradiso della civiltà.
Perché da noi no? Eppure le condizioni ci sarebbero: la Valle dei Latini (il nome aulico e geofisico della valle che comunemente viene chiamata del Sacco) ha tre corsi fluviali le cui sponde si presterebbero perfettamente ad un complesso di piste ciclabili protette. Cosi’ si potrebbe andare da Frosinone a Sora in bicicletta costeggiando le rive del Cosa e poi del Sacco e quindi del Liri; Perché no?
Si potrebbe realizzare un asse ciclistico da Osteria della Fontana di Anagni a Frosinone, con diramazioni a Tecchiena e con aggancio alle sponde dei fiumi. Perché no?
Si potrebbe risalire il fiume Sacco fino a Valmontone servendo quindi Patrica, Supino, Ferentino, l’area industriale, Morolo, Sgurgola, Anagni, Colleferro, Artena… Perché no?
Frosinone, Anagni, Ceccano, Ceprano, Isola del Liri sono in parte città di pianura. Perché non renderle ciclabili come Bruges? Perché no?
Forse le piste ciclabili costano troppo poco e scarsa è la parcella dei progettisti e dei direttori dei lavori e poche sono le ditte che si possono coinvolgere etc.
Non è cosi’? Dimostratelo!
Sarebbe, facile, economico, salutare,
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