Le donne nel Risorgimento: 35 mm di storia al Liceo


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Prosegue la terza edizione di “35 mm di Storia”, il seminario di studio con proiezione di citazioni cinematografiche organizzato dal Liceo Scientifico e Linguistico Statale di Ceccano, intitolata “Oh mia patria sì bella e perduta – Momenti, figure, atmosfere del cinema risorgimentale italiano” e dedicata al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, come per il passato condotta da Massimo Cardillo, storico e critico cinematografico. Mercoledì 23 marzo, alle 14.30, presso l’Aula Magna “Francesco Alviti” dello stesso liceo, si terrà il terzo incontro dal titolo “C’eravamo anche noi. Donne e ideali risorgimentali”, di particolare rilevanza, perché il ruolo avuto dalle donne nel processo unitario è argomento ancora poco frequentato dalla storiografia, ma molto trattato dal cinema, che ha dato vita a personaggi memorabili: dalle mogli dei rivoltosi di Bronte all’umile compagna dell’avvocato Lombardo, che l’uomo sposa poco prima di essere fucilato. Le figure femminili più emblematiche verranno trattate, quindi, a partire da celebri film: Anita (da “Camicie rosse” di G. Alessandrini-F. Rosi) nella grande prova recitativa di Anna Magnani al fianco di Garibaldi/Raf Vallone; Luisa (da “Piccolo mondo antico”, del 1941, di M. Soldati, tratto dal romanzo di A. Fogazzaro), personaggio in cui si riverbera la retorica di Regime, e che apparirà in una versione a colori dei nostri tempi nella fiction televisiva di C.Th. Torrini; Gesuzza, interpretata da una donna del popolo in “1860” di A. Blasetti, forse il film più bello e problematico realizzato negli anni ’30 sull’argomento; Livia (da “Senso” di L. Visconti, 1954), figura complessa sul piano psicologico, al di là degli stessi eventi storici, creata dalla penna dello scapigliato Camillo Boito. A tale proposito, seguirà la performance di Claudia Marsulli, allieva del liceo e veterana del laboratorio teatrale, che darà vita proprio alla contessa Serpieri in una originale interpretazione a partire dalle pagine del racconto da cui è nato il film (e sul quale lo stesso Cardillo ha recentemente scritto un importante saggio critico). A completare la prima parte della trattazione “in rosa” del Risorgimento di celluloide, l’ascolto delle testimonianze di S. Cecchi D’Amico, M. Rigillo, Anita Garibaldi Jallet intervistata a Roma in occasione del centenario della morte del bisnonno.

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