Casamari: con Mozart, il sublime al Concerto di fine anno


FROSINONE _ Il sublime, via per l’Onnipotente. Commozione, applausi, fragoroso silenzio: queste le emozioni del XX Concerto di Fine Anno a Casamari mercoledì 29 dicembre. Le note sublimi e passionali della Grosse Messe di Mozart hanno tenuto il pubblico avvinto in un pathos di compartecipazione al dramma di un uomo diviso tra il grande amore per sua moglie, appena guarita da una gravissima malattia, e la non accettazione della sua musica da parte della città natale, Salisburgo. Costanza, l’amatissima moglie di Wolfgang, si era ammalata nell’autunno del 1782: i due non erano ancora sposati, il padre di Mozart non era consenziente, la malattia sembrava destinata ad un esito infausto ed ecco il voto, una messa, una grande messa, che proprio Costanza avrebbe cantato in onore del Signore dopo la guarigione.

Dunque non una commissione ma la volontà precisa di Mozart di ringraziare il Signore pur in un momento drammaticissimo della sua vita. E tutto questo emerge da una partitura che ha momenti di dolcezza straordinaria come il Kyrie e l’Et incarnatus del Credo e momenti di forte drammaticità come il Qui tollis del Gloria.  E poi, la possanza del Credo, espressione ripetuta e ferma della fede di Mozart, dopo la guarigione della moglie è seguita dall’incanto dolcissimo della contemplazione della nascita del Salvatore. Segue l’elevazione vorticosa del Sanctus e soprattutto dell’Hosanna in excelsis che trasporta gli ascoltatori proprio in quel più alto dei cieli dove dimora il creatore. Una tale bellezza unita alle pietre vive e parlanti dell’abazia cistercense ha raggiunto il cuore di ogni ascoltatore. Mozart non portò mai a compimento la partitura che fu eseguita per la prima volta all’inizio dell’estate del 1783, in una chiesa parrocchiale di Salisburgo, a causa del fortissimo contrasto che ancora c’era fra Mozart e il principe arcivescovo della città. La Grosse Messe è senz’altro un’opera sui generis per la singolarità dei generi musicali che Mozart utilizza ma anche per le scelte innovative del musicista salisburghese che non volle adattarsi al decreto imperiale che proprio in quell’anno fissava la durata massima delle messe nelle chiese dei territorio della monarchia danubiana. Il pubblico ha apprezzato l’esecuzione della Grosse Messe affidata alle voci di Maria Adele Matassa, soprano, Angela Nicoli, mezzosoprano, Emiliano Blasi, baritono ed Angelo Forte, tenore, al coro polifonico del Concentus Musicusa Fabraternus Josquin Des Pres, al coro Pro Arte, diretto da Maurizio Sparagna, all’Orchestra Filarmonica Nazionale dell’Ucraina, con la direzione affidata Mauro Gizzi che ha saputo amalgamare oltre 150 esecutori, con un suono davvero formidabile ma anche sereno e rassicurante. Il concerto, come sempre, è stato accolto dall’augurio di buon anno da parte dell’abate Buttarazzi, che ha voluto ricordare l’impegno dell’abazia nel diffondere la cultura musicale, grazie proprio ai 20 anni del Concerto di fine anno, appuntamento ormai tradizionale nel territorio della provincia di Frosinone.

Erano presenti, fra gli altri anche l’assessore alla cultura della provincia, Abbate, il vicepresidente Scaccia, il sindaco di Veroli D’Onorio, il prefetto Cesari, il governatore Fazio, gli organizzatori del concerto di fine anno, Don Federico e Giuseppe Langella,  ed un foltissimo pubblico che ha riempito la basilica in ogni suo posto. Particolare soddisfazione per il Concentus Musicus fabraternus Josquin Des Pres, diretto da Mauro Gizzi, che proprio in questi giorni celebra il ventennale della sua fondazione. Tenne infatti il suo primo concerto a Ceccano il 26 dicembre del 1990, nella chiesa di S. Maria. Da allora questa formazione musicale, che annovera tanti musicisti ed appassionati di ogni parte della provincia di Frosinone, oltre a Ceccano, Frosinone, Alatri, Supino, Patrica, Castro, Pofi, Veroli, Monte San Giovanni Camnpano, Villa S. Stefano, Ceprano, ha girato il mondo presntando il volto migliore della nostra terra. Ha recentemente costituito anche un’orchestra sinfonica costituita da giovani diplomati del Conservatorio Licinio Refice, intitolandola a Francesco Alviti, percussionista scomparso due anni fa, dopo aver affrontato coraggiosamente una terribile malattia. Il Concentus, insieme ad altre formazioni musicali, dimostra come sia possibile nel nostro territorio tirar su complessi che siano in grado di non sfigurare nei più impegnativi contesti internazionali ed è di buon augurio per il futuro della nostra terra, come il Concerto di fine anno ha sempre voluto essere.

Qui le altre foto
CasamariConcertoFineAnno2010

e due video

watch?v=dYD2mlndbpQ di Maurizio Grande

e

watch?v=7vcRyt8iy0k di Agnes Prezler

e ancora video e foto

concentusfabraternus

www.concentus-fabraternus.com

?alb=10

5 risposte a "Casamari: con Mozart, il sublime al Concerto di fine anno"

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  1. Bravo, per te Ceccano ormai è conosciuta in ogni continente. P. Stanislao, dalla Badia.

  2. The videos were wonderful — I wish I could have been there! Happy New Year to you Pietro and your entire musical ensemble. Regards to Maurizio.

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