Da Affari Italiani
Conti in profondo rosso; metà del vecchio management a giudizio per abuso d’ufficio e truffa eppure tutti i dipendenti sono stati invitati ad una riunione conviviale di due giorni. Tutti a Fiuggi dal 17 al 18 dicembre scorso per conoscere quale futuro attende l’azienda. E l’azienda in questione è una delle società del Gruppo Acea, l’Acea Ato5, quella che gestisce il servizio integrato delle acque nella provincia di Frosinone, per un totale di 86 Comune e una popolazione di mezzo milione di abitanti.
Ora Acea Ato5 è una controllata di mamma Acea che ha vissuto anni pericolosi, protagonista di bollette pazze e poi di un aumento tariffario definiti dai sindaci ricorrenti come illegittimo e del 5 per cento superiore alla soglia di legalità. E che fanno i nuovi manager? Mandano una lettera ai dipendenti invitandoli ad un outdoor di due giorni nella rinomata Fiuggi, per l’evento “Ato5 verso il futuro”. Firmato Stefano Maggini, ad di Ato 5 spa.
È troppo per i sindacati anzi, per l’Ugl Chimici che prende carta e penna e denuncia lo scenario catastrofico che incombe sui conti aziendali, le spese inutili e chiede il commissariamento alla Regione Lazio. Scrivono i
sindacalisti: “AceaAto5 ha bisogno di maggiori certezze, ché i soggetti politici e amministrativi locali non hanno saputo dare. Le bagarre politiche celebrate nelle Assemblee dei Sindaci e le procedure “giudiziarie amministrative”, stanno creando troppe incertezze e nervosismi. Il peso multimilionario che si è accumulato nei Bilanci di AceaAto5 dev’essere invece rapidamente risolto, entro la primavera del prossimo anno. Perciò, è giunta l’ora che del problema se ne occupi la Regione Lazio, nominando un “commissario ad acta” con il compito di comporre i “contenziosi in atto” e garantire (anche in funzione delle nuove normative) la gestione del Servizio Idrico Integrato per il futuro”.
Ma Ato 5 non è solo una storia di mala gestione del servizio idrico.
È un peso che grava su Acea Spa poiché se alle perdite in bilancio si dovesse sommare il contenzioso con i Comuni ciociari per gli aumenti, piazzale Ostiense si ritroverebbe nel bilancio consolidato una voragine da 40 milioni di euro, tanto è il danno che la società ha calcolato dal mancato aumento tariffario per il quale ha fatto ricorso. Contro un solo Comune, quello dio San Donato Valcomino, il cui sindaco quando si è visto recapitare la citazione per un risarcimento pari a 40 milioni di euro, si è messo a ridere. Praticamente se fosse condannato dovrebbe vendere all’asta tutto il paese.
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