Katyn: il mistero di un crimine mai raccontato


Katyn di Adrzej Waida è il film che farà da introduzione all’assemblea studentesca in programma per sabato 27 marzo, nell’aula magna Francesco Alviti, al Liceo Scientifico di Ceccano. Basato sul libro Post mortem di Andrzej Mularczyk, il film ha come soggetto l’accordo diplomatico firmato a Londra il 30 luglio 1941 tra il primo ministro del governo polacco in esilio e l’ambasciatore russo, in cui fu stabilito che i militari polacchi, arrestati durante l’invasione sovietica del settembre 1939,  sarebbero stati inquadrati in un nuovo esercito affidato al comando del generale Anders. Mancarono però all’appello 15.000 soldati, dei quali circa 8400 ufficiali. Nell’ aprile 1943 i tedeschi scoprirono nella foresta di Katyn, vicino a Smolensk, fosse comuni con migliaia di soldati e ufficiali polacchi. La colpa di quel massacro fu subito attribuita agli stessi tedeschi. In realtà Stalin il 5 marzo 1940 aveva firmato l’autorizzazione alla sua polizia politica per uccidere i prigionieri di guerra polacchi. Solamente il 13 aprile 1990 a Mosca, durante l’incontro con il presidente polacco Jaruzelski, Gorbaciov ammise la responsabilità sovietica e disse: “E’ doloroso ma indispensabile parlare oggi di quella tragedia. Il cammino del rinnovamento e della comprensione passa solo attraverso la verità”. Andrzej Waida é nato nel 1926 e dal suo primo LM (I dannati di Varsavia, 1959) ha attraversato mezzo secolo di cinema, diventando uno dei maggiori cineasti europei. Testimone attento e rigoroso non solo del suo tempo ma anche del passato, fatto di ferite dolorose, della sua Polonia. Il grido di rabbia che sale dalla ricostruzione di questa vicenda é profondo e lancinante, e tuttavia mai rancoroso. Wajda non cerca rivincite, non vuole vendette ma spera di portare un contributo ad una ricostruzione non più faziosa e parziale della tragedia della seconda guerra mondiale. Film scarno, essenziale, magistralmente costruito, capace di arrivare dentro l’anima e lasciare ansia di partecipazione, di condivisione, di gridare ad alta voce la voglia di pace e di comprensione universale.

L’introduzione al film sarà curata da Enza Venditti, studentessa di Letteratura, musica e spettacolo.

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