Da Stefano Gizzi riceviamo e pubblichiamo:
In ogni cittadina che si rispetti, il decoro urbano è posto fra le problematiche di primaria importanza della vita amministrativa.
A Ceccano un degrado senza precedenti attanaglia la Città, causato dall’indifferenza e la superficialità di un’Amministrazione che non ha minimamente a cuore questo decoro e la sua tutela.
Gli Assessori sono interessati solamente alle vicende delle contrade a cui appartengono e nelle quali attingono i voti, senza curarsi minimamente del decoro della Città che è patrimonio di tutti, non solo degli abitanti del centro storico.
La Piazza XXV Luglio ormai ferita da una ristrutturazione che oserei chiamare vergognosa, con un manto di cubetti di porfido che giornalmente saltano via e sono rimpiazzati da toppe di asfalto, ora si arricchisce di un caso da film comico.
Un importante esercizio pubblico posto nella Piazza indicata è stato verniciato all’esterno con un azzurro così acceso da richiamare direttamente qualche cittadina messicana!
Come al solito, da parte del Comune tutti se ne fregano, gli amministratori tacciono, gli uffici fanno finta di niente, mentre tutti i cittadini mormorano contro questo ultimo sfregio alla Città ormai una crisi di identità senza fine.
La domanda che pongo all’Assessore all’Urbanistica, al Presidente della Commissione Urbanistica, al Sindaco e agli uffici comunali è la seguente:
A Ceccano vige un piano colore, profumatamente pagato alcuni anni fa. Chi lo deve far applicare nel centro della Città?
Perché si permette ai privati di operare senza alcun controllo da parte del Comune?
Quali iniziative assumerà il Comune per obbligare i privati a rispettare le prescrizioni del Piano Colore?
In altre Città civili, come Veroli, Alatri e Ferentino, avrebbero tollerato in piena Piazza un edificio dipinto con un Azzurro accecante come quello usato in Piazza XXV luglio a Ceccano?
Non è opportuno che la Conferenza dei Capigruppo e la Commissione Urbanistica valutino la necessità di riprendere il discorso sul Piano Colore, al fine di ottenere una sua effettiva applicazione?
La Pro Loco, impegnata nella Sagra della Patata e le altre Associazioni che si dicono culturali, cosa ne pensano di questa vicenda o come al solito sono coperte e allineate nel sostenere la sinistra, colpevole delle peggiori scelte amministrative che hanno messo la Città di Ceccano in ginocchio?
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