CECCANO – Senza più memoria, chiusa da mesi per la mancanza di una porta d’emergenza. Ci riferiamo alla Casa della Memoria, inaugurata in pompa magna con tanto di sindaco in fascia tricolore, nei locali dell’ospedale della Confraternita del SS.mo Sacramento in via Roma, non ricorda più niente a nessuno da diversi mesi: Ceccano, grazie all’impegno di Giorgio Copiz, aveva allestito nei locali di via Roma un museo etnografico unico nella provincia di Frosinone, con centinaia e centinaia di oggetti provenienti dal contributo di privati, di enti, di famiglie che avevano voluto collaborare ad allestire un’esposizione che ricordasse alle giovani generazioni il mondo di una volta, senza perderlo definitivamente nella cultura dello spreco oggi dominante. E l’entusiasmo di Copiz aveva convinto molti a dargli una mano, fino quasi a costituire un comitato che potesse lavorare attorno a tutte le dimensioni della memoria e della storia. Ma improvvisamente, dopo l’inaugurazione ufficiale, che probabilmente aveva un sapore elettorale, lo stop da parte degli uffici comunali. Quei locali non hanno l’uscita di sicurezza: ci troviamo all’interno del vecchio ospedale della Confraternita: spazi a non finire. Così Copiz aveva chiesto un’altra stanza per creare la necessaria possibilità di uscire rapidamente dai locali del museo. Risposta negativa: sono già stati assegnati ad un’altra associazione. Da qui la chiusura del museo con la possibilità che le centinaia di oggetti esposti ora emigrino verso altri comuni disposti ad ospitare in maniera più amichevole l’iniziativa di Giorgio Copiz. All’operatore culturale è stato da tempo preannunciato un incontro con l’assessore alla cultura, ma ad oggi sembra che questo non sia avvenuto. Il museo rimane chiuso. C’è soltanto la tabella ad annunciarne l’esistenza e a chiedere a tutti i cittadini una collaborazione per un museo che Palazzo Antonelli non sembra assolutamente desiderare. La casa della memoria d’altronde ha fatto la stessa fine di tante altre iniziative comunali inaugurate e preannunciate in gran spolvero e morte poco dopo: l’Accademia di Belle Arti, il Parco di Monte Siserno, il Parco di Castel Sindici, il Parco Astronomico, il gemellaggio con Avignone, sono il segno di come sia possibile sprecare denaro di tutti senza dare poi il seguito necessario alle iniziative. Eppure Ceccano è ricca di forze culturali che sgomitano per farsi largo senza il minimo sostegno da parte dell’amministrazione comunale che spesso addirittura sembra mettersi di traverso o non rispettare gli impegni presi.
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