di Alessandro D'Avenia Come abbiamo osato anteporre qualcosa a un uomo? La verità bisogna chiederla ai poeti e questo verso potremmo impararlo a memoria, noi che lavoriamo nella Scuola. Ma si sa i poeti dicono verità troppo semplici perché qualcuno le ascolti. Inizia un nuovo anno di scuola, con overture tragicomica tra concorsi annullati per... Continua a leggere →
Il centro in primo piano… alla vigilia degli esami
di Alessandro D'Avenia «Come mai senza saperlo, hai diretto tutto a un centro? Logica interna, provvidenza, istinto vitale?» Così si interrogava, nel novembre del 1943, Cesare Pavese nel suo diario significativamente intitolato Il mestiere di vivere. Tutte le volte che sfoglio la mia vecchia copia, comprata su una bancarella dell’usato tanti anni fa, mi domando... Continua a leggere →
Quei tre, ricordi in prosa
Falcone, Borsellino, Puglisi. Per ragioni diverse la mia adolescenza è stata segnata da questi tre uomini e ne vorrei dare un ritratto diverso dal solito. Forse il mio ritratto sarà un po’ prosaico, ma credo che una loro collocazione nella poesia epica del renderli uomini straordinari, faccia sia a loro sia a noi un cattivo... Continua a leggere →
Risu cognoscere matrem
di Alessandro D'Avenia Ho appena festeggiato i miei 35 anni e mi sono ritrovato pieno di gratitudine. Il sorriso che spesso mi ritrovo sul volto lo devo al sorriso che mi ha generato e allevato. Ogni compleanno credo sia fare memoria di come siamo stati cresciuti da bambini. In coincidenza con questi pensieri, qualche giorno fa... Continua a leggere →
Il futuro è dei curiosi
La realtà ha una profondità tale che non si trova neanche in Shakespeare, basterebbe avere gli occhi e la forza di penetrare fino in fondo l’avvenimento. Fiodor Dostoevskij, Diario di uno scrittore, ottobre 1876 Così, Alessandro D'Avenia, in il-futuro-e-dei-curiosi , ci consiglia di aprire gli occhi perché la bellezza stia nella nostra vita Questo è il video... Continua a leggere →
Baci nel tempo
“Che progetti hai?” chiese lui. “Sopravvivere” rispose lei. “Beata te” La crisi tarlava tutto. I dialoghi tradivano un certo compiaciuto e finalmente lecito vittimismo, ma anche il cappuccino aveva la schiuma meno soffice, il dentifricio pizzicava troppo come negli anni ’80 e la luce del sole era ridotta ad uno strato lattiginoso sopra muri e... Continua a leggere →