Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello, che con il suo sangue consacra le case dei fedeli. Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri, dalla schiavitù dell’Egitto, e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso. Questa è la notte in cui... Continua a leggere →
Pasqua, tutto ciò che c’è da sapere
È la festa più importante per i cristiani e significa etimologicamente “passaggio”. La data è mobile perché dipende dal plenilunio di primavera mentre l’origine è legata al mondo ebraico, in particolare alla festa di Pesach, durante la quale si celebrava il passaggio di Israele, attraverso il mar Rosso, dalla schiavitù d’Egitto alla libertà
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La Pasqua è il culmine del Triduo pasquale, centro e cuore di tutto l’anno liturgico. È la festa più solenne della religione cristiana che prosegue con l’Ottava di Pasqua e con il tempo liturgico di Pasqua che dura 50 giorni, inglobando la festività dell’Ascensione, fino alla solennità della Pentecoste.
Deriva dal greco: pascha, a sua volta dall’aramaico pasah e significa propriamente “passare oltre”, quindi “passaggio”. Gli Ebrei ricordavano il passaggio attraverso il mar Rosso dalla schiavitù d’Egitto alla liberazione. Per i cristiani è la festa del passaggio dalla morte…
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Victimae paschali laudes
- 1. Victimæ paschali laudes immolent Christiani.
- 2. Agnus redemit oves: Christus innocens Patri reconciliavit peccatores.
- 3. Mors et Vita duello conflixere mirando: Dux Vitæ mortuus, regnat vivus.
- 4. Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?
- Sepulcrum Christi viventis, et gloriam vidi resurgentis,

- 5. angelicos testes, sudarium et vestes.
- Surrexit Christus spes mea: præcedet suos in Galilaeam.
- 6. Scimus Christum surrexisse a mortuis vere: Tu nobis, victor Rex, miserere.
- Amen. Alleluia
- Alla vittima pasquale si innalzi il sacrificio di lode,
- l’Agnello ha redento il gregge, Cristo l’innocente ha riconciliato i peccatori col Padre.
- Morte e Vita si sono affrontate in un duello straordinario: il Signore della vita era morto, ora, regna vivo.
- Raccontaci, Maria, che hai visto sulla via?
- La tomba del Cristo vivente, la gloria del risorto;
- e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le vesti;
- Cristo mia speranza è risorto e precede i suoi in Galilea.
- Siamo certi…
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A differenza dei discepoli
«Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro» (Mt 28,1). Possiamo immaginare quei passi…: il tipico passo di chi va al cimitero, passo stanco di confusione, passo debilitato di chi non si convince che tutto sia finito in quel modo… Possiamo immaginare i... Continua a leggere →
Sì, c’eravamo tutti
Sì, c’eravamo tutti in quella piazza ieri sera a Ceccano, tutti rappresentati da quei due misteri, che, da secoli si inseguono per le strade della città. Tutti: c’erano i tanti poveri cristi vittime del terrore inumano che insanguina le nostre strade e vuole ingabbiarci nella paura, c’erano le madri delle vittime stravolte dal dolore della... Continua a leggere →
Discese agli inferi
Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.
Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano…
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Dietro l’angolo, la vita
di Davide Rondoni
Cosa è il sabato prima della resurrezione? Cosa se ne è fatto, Lui, il risorto, di questa pausa, di questa specie di vuoto nel tempo, prima di cambiare, uscendo dalla tomba, la direzione stessa del tempo? I teologi parlano dello strano viaggio che il morto avrebbe compiuto quel giorno. Giorno che però resta misteriosissimo. Prima di sferrare la Resurrezione come un cazzotto che abbatte colei, la Grande Antipatica, che si credeva la signora del tempo, la morte, o prima di germogliare, con la delicatissima potenza che hanno certi organismi gentili, quasi invisibili, che spaccano le pietre, perché c’è stato quel sabato? Forse Gesù l’ebreo voleva rispettare il comando del giorno di riposo? Oppure no, al contrario voleva definitivamente trasformarlo: non più il giorno del riposo, dell’astenersi, ma giorno dell’attesa, del tendersi. Quasi a rileggere, da quel sabato, l’intera storia del popolo del sabato. A cambiare di…
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Tutti in attesa
Nel giorno di vuoto, l’attesa per eccellenza nelle parole di Alessandro D’Avenia
«In verità siamo tutti in attesa». Così dice la voce narrante di un racconto di Cesare Pavese (“Piscina feriale”), che amo come si amano i testi che non siamo noi a leggere, ma che leggono noi. C’è un gruppo di persone che passano il tempo ai bordi di una bella piscina color verdemare, inebriata di luce: chi si tuffa, chi prende il sole. Non importa chi sia, tutti sono “in attesa” di qualcosa che sconvolga o dia senso a quella quiete, a quella bellezza, a quella compagnia che nasconde la solitudine: «Ciascuno di noi pensa che se la piscina fosse deserta, non reggerebbe a starsene solo, sotto il cielo».
Nessuno può sfuggire in questo racconto a ciò che hanno di più proprio uomini e donne attorno o dentro alla piscina verdemare della vita: «Non si sfugge nemmeno nell’acqua…
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Sabato santo, il giorno più femmile
di Alessandro D’Avenia
Il Sabato Santo è il giorno più femminile dell’anno, perché è il giorno dell’attesa. Solo la donna sa cosa vuol dire attendere, perché porta in grembo la vita per nove mesi e la si dice per questo in dolce attesa. Attesa e attenzione hanno la stessa radice, per questo le donne sono attente ai dettagli sino a rischiare di perdersi in essi, perché ogni talento ha la sua ombra. Solo la donna sa cosa vuol dire tessere la vita, prendersene cura e donarla al mondo. Solo la donna conosce questo accadere in lei e ne stupisce nel corpo e nell’anima. Il Sabato Santo è infatti il giorno delle donne. Alle donne è affidato il compito di prendersi cura, cioè di ‘attendere’ al corpo di Cristo, prima che inizi il sabato ebraico: con i profumi e le essenze ne preparano la sepoltura provvisoria, in tutta fretta, in attesa…
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Sabato Santo, giorno del silenzio, perché?
Se nel Giovedì Santo predomina la solennità dell’istituzione dell’Eucaristia e nel Venerdì Santo la mestizia, il dolore e la penitenza per la Passione e morte di Gesù, con la sua sepoltura; nel Sabato Santo invece predomina il silenzio, il raccoglimento, la meditazione, per Gesù che giace nel sepolcro prima della gioia della Domenica di Pasqua con l’annuncio della Risurrezione. A partire dal IV secolo in alcuni luoghi, in questo giorno i candidati al Battesimo (catecumeni), facevano la loro pubblica professione di fede, prima di venire ammessi nella Chiesa, rito che avveniva poi nella Veglia di Pasqua.
Verso il XVI secolo, si cominciò con un’anticipazione della Vigilia alla mattina del Sabato Santo, forse perché non era consigliabile stare di notte fuori casa, ad ogni modo questa anticipazione al mattino del Sabato, è durata fino agli ultimi anni Cinquanta del XX secolo: verso le 10-11 del mattino del sabato si “scioglievano”…
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Stabat Mater
https://youtu.be/xHQVtYzjLao Qui testo e traduzione
Venerdì Santo, i testi delle meditazioni della via crucis del Papa
VENERDÌ SANTO PASSIONE DEL SIGNORE VIA CRUCIS PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE FRANCESCO COLOSSEO ROMA, 14 APRILE 2017 Meditazioni di Anne-Marie Pelletier L’Ora è dunque giunta. Il cammino di Gesù sulle strade polverose della Galilea e della Giudea, incontro ai corpi e ai cuori sofferenti, spinto dall’urgenza di annunciare il Regno, questo cammino si ferma qui,... Continua a leggere →
Ceccano, Giulio Conti esce dall’ospedale per partecipare al consiglio
Era in ospedale, ne è uscito con parere contrario dei medici ed in tarda serata è arrivato inaspettamente a Palazzo Antonelli per prendere parte alla seduta del Consiglio Comunale. Si discuteva del nuovo appalto sulla raccolta differenziata. Il suo arrivo, successivo alle conclusioni del dibattito tirate dal sindaco ha lasciato interdetta la maggioranza che, dopo... Continua a leggere →
Ceccano, si rinnova il miracolo del crocifisso, strade pulite ma non tutte
Puntuale come la liquefazione del sangue di San Lorenzo ad Amaseno, si è rinnovato a Ceccano il miracolo del Crocisso: i residenti dei quartieri antichi del centro storico fabraterno hanno visto finalmente ripulire le strade, sistemare l'iluminazione. Appunto, accade ogni anno per il venerdì santo, lungo il tradizionale percorso che da oltre 4 secoli vede... Continua a leggere →
Il nostro Getsemani alla ricerca di Dio
di Alessandro D’Avenia
«Sono terribilmente infelice. Se credi che una preghiera possa essere efficace (non scherzo), prega per me e vigorosamente». Così scriveva Charles Baudelaire a sua madre il 18 ottobre del 1860, dall’inferno spirituale da cui cercò di uscire negli ultimi anni della sua vita. Ogni uomo ha la sua notte. Ed è proprio in quella notte che trova Dio, perché la notte lo lascia nudo e senza risorse di fronte all’insufficienza di tutto e di se stesso. Dalla ferita inguaribile della propria radicale solitudine emerge l’unica preghiera vera, perché è la vita stessa a farsi supplica: voglio essere da te salvato, perché io da solo, ora che mi conosco, non posso. Dante, nel suo viaggio, si perde nella selva oscura, nella notte tra il giovedì santo e il venerdì santo dell’anno giubilare.
E se il venerdì fosse il giorno della festa?
di Alessandro D’Avenia
Chi di noi nel bel mezzo di una felicità non è colto a volte da un improvviso senso di smarrimento, quando si rende conto che potrebbe sfuggirgli di mano o che inevitabilmente finirà, e vorrebbe fermare il tempo? In che cosa sperare, quando la festa finisce e rimangono solo i segni dell’abbandono alla sera di quel giorno? A che cosa possiamo noi aggrapparci perché la festa continui sempre? E non è questo quello di cui parla di più il Vangelo: feste, banchetti, inviti a nozze?
Quando Dante viene soccorso da Virgilio nella sua notte oscura, le prime luci dell’alba che danno speranza al poeta sono quelle del venerdì santo, per molti commentatori quelle del 25 marzo, festa anche dell’Annunciazione e, nella tradizione medievale, data simbolica della creazione del mondo, all’inizio della primavera “quando l’amor divino / mosse di prima quelle cose belle”. La presenza di Virgilio è…
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Giuseppe Berardi, da Ceccano ai vertici della Chiesa, ecco la tomba a Roma
Ecco la tomba del card. Giuseppe Berardi, una delle personalità più interessanti del panorama politico ed intellettuale del secolo XIX, più volte ministro, ambasciatore e diretto consigliere di Pio X: i ceccanesi, suoi concittadini, in gran parte ignorano che è sepolto in S. Maria in Aquiro, in Piazza Capranica, a Roma, a due passi dal... Continua a leggere →
Li amò sino alla fine
“Li amò sino alla fine”
(Gv 13,1-15)
Per Giovanni i fatti sono chiari: Gesù non è vittima di un agguato ma il lucido interprete del capolavoro di Dio. Gesù sceglie di amare e va fino in fondo.
In questi giorni ascolto non poche persone che, riflettendo sulle proprie miserie e sui propri errori, sembrano dire: “Io sono il problema, io fallisco e cado continuamente!.” Ma le insidie che nascono dai nostri errori – in un certo senso – devono spaventarci meno dei nostri tentativi di amare. Amare sino alla fine: questo sì che ci mette in pericolo!
Eppure Gesù assume questo rischio ed è come se ci strizzasse l’occhio: “Fate anche voi come me!”. Lo dice non per proporci un’impresa impossibile, ma per farci vivere come figli liberi, che entrano volentieri in scena…perchè cercano di più.
don Mario Aversano
per www.iltesoro.org
Egli è colui
Egli scese dai cieli sulla terra per l’umanità sofferente; si rivestì della nostra umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo. Prese su di sé le sofferenze dell’uomo sofferente attraverso il corpo soggetto alla sofferenza, e distrusse le passioni della carne. Con lo Spirito immortale distrusse la morte omicida.
Egli infatti fu condotto e ucciso dai suoi carnefici come un agnello, ci liberò dal modo di vivere del mondo come dall’Egitto, e ci salvò dalla schiavitù del demonio come dalla mano del Faraone. Contrassegnò le nostre anime con il proprio Spirito e le membra del nostro corpo con il suo sangue.
Egli è colui che coprì di confusione la morte e gettò nel pianto il diavolo, come Mosè il faraone. Egli è colui che percosse l’iniquità e l’ingiustizia, come Mosè condannò alla sterilità l’Egitto.
Egli è colui che ci trasse dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre…
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