Il 6 aprile 2009, un terremoto di magnitudo Mw 6.1 con epicentro nei pressi della città de L’Aquila colpì l’Appennino centrale alle ore 03:32 locali. L’evento sismico, avvertito in tutta l’Italia centrale, ha raggiunto un’intensità fino al grado IX-X della Scala Mercalli–Cancani–Sieberg (MCS). La sequenza è stata preceduta da eventi di energia minore (foreshocks), tra cui un evento di magnitudo Mw 4.0 avvenuto il 30 marzo 2009. Nei mesi successivi si è avuta una lunga sequenza con oltre 148000 repliche (aftershocks); tra queste sono avvenuti due eventi rilevanti, con magnitudo Mw pari a 5.0 e 5.2, rispettivamente il 7 e il 9 aprile 2009 (Chiaraluce et al., 2011). La sequenza sismica provocò 309 vittime, 1600 feriti e circa 80000 sfollati, nonché gravi danni in molte località e nella città de L’Aquila, in particolare nel centro storico e al suo patrimonio storico-culturale.
Queste le parole che l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) dedica al sisma che colpì L’Aquila 17 anni fa.
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