La lente della fedeltà, così i preti devono vivere la loro vocazione. Una fedeltà che genera futuro. Grazie per ciò che siete e per cio che fate: con queste parole, l’arcivescovo Santo Marcianò ha iniziato la sua omelia nella Messa Crismale, celebrata nella cattedrale di Anagni, mercoledì 1° aprile. La messa crismale vede riuniti in cattedrale tutti i sacerdoti, che rinnovano le loro promesse davanti a tutta la comunità. Rinnoveremo assieme le promesse del nostro ministero – ha detto infatti l’arcivescovo – fedeltà e servizio al popolo di Dio. Siamo stati scelti da Dio, guardiamo Gesù, imitiamolo, fino ad essere uno con lui. Il sacerdozio non ci appartiene, è un puro dono di Gesù, siamo unti per profumare di Cristo e portare il suo profumo a tutti, nessuno escluso. Dobbiamo rinnovare la fedeltà ogni giorno, nella preghiera, nella formazione permanente, per un costante rinnovamento umano, spirituale, intellettuale, pastorale. Fedeltà e fraternità, il sacerdozio lo condividiamo con tutti, ha detto ancora il presule, senza la fraternità non si sparge il profumo di Cristo, dono insito nella grazia dell’ordinazione. Spesso – ha poi continuato – abbiamo la tentazione di essere leader, io e chi se non io, così la vita pastorale si accentra soltanto sul prete, mentre è la carità pastorale a guidare il nostro ministero, il criterio delle nostre azioni di preti. Non c’è futuro senza la cura dei giovani e delle famiglie.

per restare aggiornati, gratuitamente, inserire la mail
Scopri di più da Pietroalviti's Weblog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Lascia un commento