Si tratta di due Puc, una sigla che sta per Progetti utili alla collettività che riguardano i beneficiari di sostegno sociale. Li mette in campo l’Amministrazione comunale per contrastare l’esclusione sociale. Come dice l’assessore De Santis, sono percorsi che mettono al centro la persona. Sono – secondo il sindaco Querqui – un’opportunità concreta per coinvolgere i beneficiari in attività utili alla comunità, in ambito sociale, culturale e di tutela dei beni comuni. I Puc sono quelle attività obbligatorie per i beneficiari di alcune misure di sostegno al reddito (quello che era il Reddito di Cittadinanza, oggi Assegno di Inclusione – ADI e il Supporto per la Formazione e il Lavoro – SFL). Devono svolgerle presso il proprio comune di residenza. I due progetti, a quanto si apprende, si svolgeranno negli spazi comunali e nella biblioteca. Così i PUC consentono di affiancare alle misure di sostegno un impegno concreto in progetti strutturati, favorendo l’inclusione sociale e, ove possibile, il reinserimento nel mondo del lavoro. Dal comunicato emesso da Palazzo Antonelli non si hanno informazioni sul numero dei lavoratori coinvolti.

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