La scomparsa del reparto di Patologia Neonatale dal Presidio Ospedaliero di Frosinone continua a sollevare forti preoccupazioni sul piano assistenziale e organizzativo, soprattutto alla luce delle ricadute su famiglie, lavoratori e sistema sanitario. Lo si legge in un comunicato sindacale della CISL: Nonostante i reparti di Ostetricia e Ginecologia – nei quali si registra peraltro una grave carenza di personale ostetrico – continuino la loro attività, recentemente implementata anche con l’introduzione della partoanalgesia, il reparto di Patologia Neonatale risulta oggi completamente assente “sulla carta” all’interno della Asl di Frosinone. Una situazione che, tuttavia, non corrisponde pienamente alla realtà operativa. Secondo la CISL una parte dei neonati continua infatti ad essere presente all’interno della neonatologia e viene assistita dal personale per tutte le attività di routine e per la stabilizzazione nei casi di urgenza o emergenza, prima di essere trasferita in altre strutture a causa dell’impossibilità di ricovero legata alla chiusura del reparto. Un’altra parte dei bambini, invece, viene trasferita direttamente a Roma, anche per prestazioni relativamente semplici ma più specifiche, come la fototerapia, che fino alla chiusura del reparto veniva regolarmente garantita a Frosinone. Questa condizione determina un duplice aggravio: da un lato per le famiglie e per le madri, costrette a spostarsi nella capitale anche per cure di base; dall’altro per il sistema sanitario, considerato che ogni trasferimento comporta costi rilevanti per l’azienda. Non è concepibile che un presidio ospedaliero introduca servizi specialistici come la partoanalgesia e, allo stesso tempo, sia privo di un reparto fondamentale per l’assistenza dei neonati nelle prime fasi di vita.

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