
Oggi, 21 marzo, l’Italia si ferma per la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Questa data, che coincide con il primo giorno di primavera, non è stata scelta a caso: simboleggia la rinascita di una coscienza civile che non vuole più piegarsi al silenzio e alla sopraffazione. Ricordare i nomi di chi ha perso la vita lottando per la giustizia, o di chi si è trovato per errore sulla traiettoria della violenza, è un atto di resistenza culturale. Non si tratta solo di una commemorazione formale, ma di un impegno quotidiano che ognuno di noi deve assumersi nelle proprie scelte. La legalità non è un concetto astratto, ma un seme che va coltivato con coraggio e coerenza per sconfiggere l’indifferenza. Onorare queste vittime significa trasformare il dolore in una forza collettiva capace di costruire un futuro libero da ogni condizionamento criminale.
Uno dei magistrati che ha più lottato contro la Mafia è il procuratore Gian Carlo Caselli, cui fu affidata la procura di Palermo dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. Per tre volte il magistrato si è incontrato con gli studenti del Liceo di Ceccano. Vi riproponiamo il video del maggio 2020
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