Oggi, 6 marzo, l’Europa celebra la Giornata Europea dei Giusti, una ricorrenza che ci invita a riflettere sul potere della responsabilità individuale. Istituita nel 2012 dal Parlamento Europeo, questa data non è solo un esercizio di memoria, ma un monito per il presente. Viene reso onore a donne e uomini che, in ogni tempo e sotto ogni latitudine, hanno avuto il coraggio di opporsi ai genocidi, ai totalitarismi e alle ingiustizie, mettendo spesso a rischio la propria vita per salvare quella altrui o per difendere la dignità umana. E tutti ci accorgiamo di quanto sia importante farlo proprio in queste ore. Essere un “Giusto” non richiede atti eroici, ma obbliga a non restare indifferenti di fronte al male. In un mondo che spesso ci spinge a voltarci dall’altra parte, i Giusti ci insegnano che la scelta del bene è sempre possibile, anche nelle ore più buie della storia. Celebrare i Giusti significa coltivare i “semi del bene” che, come insegna la filosofia del Giardino dei Giusti, possono germogliare ovunque ci sia qualcuno disposto a far prevalere l’empatia sull’odio. Proprio per questo il 6 marzo del 2018 il Liceo di Ceccano istituì la Corte dei Giusti, dedicando gli alberi del suo giardino a persone che hanno contribuito a salvare l’umanità dalla barbarie della violenza e dell’indifferenza. Sarebbe bello che, oggi, 6 marzo 2026, un albero venisse dedicato a tutti quei bambini che, in una rinnovata strage degli innocenti, subiscono le conseguenze di guerre insensate in Iran, in Ucraina, in Libano, in Palestina, in Afganistan, in Pakistan, in Sudan, in Myanmar e in tutti i 56 conflitti che oggi affliggono il mondo in cui abitiamo.

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