Così Gianni Blasi ha introdotto il convegno sui treni della felicità, 7 convogli che trasportarono 3488 bambini dalla provincia di Frosinone, da 48 comuni, ad altrettante famiglie dell’Italia settentrionale, 51 città, che, dal febbraio del 1946 li ospitarono per diversi mesi, nell’anno immediatamente successivo alla fine della guerra. Quei ferrovieri, quelle crocerossine, si assunsero un compito materno e furono coraggiosi, come coraggiose furono le madri di quei bambini che, distaccandosi da loro, garantirono a quei piccoli la possibilità di togliersi da una terribile vita di stenti, in un territorio quasi completamente distrutto dalla guerra. Il convegno si è svolto nella sala consiliare del comune di Ceprano, organizzato dal Comitato costituito per ricordare i treni della felicità. Sono intervenuti due storici che hanno dedicato le loro ricerche ad un evento, caduto per tanti anni nel dimenticatoio, Angelino Loffredi e Francesco Giorgi che hanno ricostruito quei momenti, evidenziando anche le forze politiche che scesero in campo e i contrasti che l’operazione incontrò. Sono intervenuti anche alcuni dei bambini che salirono su quei treni.


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