La splendida foto, falce lunare tagliente 1,7%, ci è messa a disposizione da Gianluca Masi, astronomo di gran fama, inventore e direttore del Virtual Telescope Project. E’ il segno che indica per tutti i musulmani l’inizio del Ramadan, il mese in cui fu rivelato il Corano. Si tratta di una delle pratiche religiose più importanti dell’Islam: non è solo una pratica di astinenza dal cibo e dalle bevande dall’alba al tramonto, ma un profondo percorso di purificazione spirituale e autocontrollo. Attraverso il digiuno (Sawm), i fedeli cercano di avvicinarsi a Dio, praticando la pazienza, l’umiltà e la gratitudine per ciò che hanno. Sono evidenti i legami con la Quaresima cristiana, soprattutto in quest’anno in cui i due periodi coincidono anche con le date. La Quaresima ricorda i 40 giorni trascorsi da Gesù nel deserto in preghiera e digiuno. Il Ramadan celebra il mese in cui il Profeta Maometto ricevette la prima rivelazione del Corano. In entrambi i casi, il distacco dal mondo serve a “fare spazio” alla voce di Dio. Per entrambe le religioni il digiuno non è una punizione, ma una disintossicazione dell’anima. Serve a domare gli istinti e a rafforzare la volontà. Sia la Quaresima che il Ramadan si reggono su tre attività fondamentali che corrono parallelamente: il digiuno, non solo dal cibo ma soprattutto dal male, per disciplinare il corpo, la preghiera come impegno maggiore nel dialogo con il divino, la carità, perché sentire la fame aiuta a solidarizzare con chi non ha nulla, trasformando il sacrificio in aiuto concreto verso il prossimo.

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