7 treni lasciarono il Frusinate diretti verso il nord nel febbraio del 1946. Erano pieni di bambini, appena sfuggiti alle violenze di una guerra terribile, vissuti sotto le bombe e la paura di 9 mesi, e in quelle settimane alle prese con la mancanza di cibo, di scuola, di vestiti. Diverse organizzazioni decisero allora di portarli, per qualche tempo, come ospiti in famiglie delle regioni settentrionali, realizzando così legami di solidarietà che si mantengono vivi ancora oggi. Ne hanno scritto Lucia Fabi ed Angelino Loffredi nel testo L’infanzia salvata che potete leggere qui
Il 16 febbraio a Cassino ci sarà un primo convegno di studi, mentre il 22 a Ceprano, nella sala municipale ci sarà la presentazione del comitato per il ricordo dell’Infanzia salvata.

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