di Vincenzo Angeletti Latini

Nessuno studioso locale ne ha mai parlato, vuoi perché sconosciuto vuoi perché rimosso. La stessa Cronaca di Ceccano, all’anno 1139, liquida le vicende di cui tratteremo così scarnamente: «Papa Innocenzo (II) riunì un sinodo a Roma e condannò la fazione di Anacleto.», sicuramente per tacere su un episodio ritenuto non edificante sulla famiglia dei de Ceccano. Ma passiamo alla situazione nella quale si trovava la chiesa alla morte di papa Onorio II, il 13 febbraio1130. Due sono i papabili Pietro Pierleoni (1090 c.a – 1138) e Gregorio Papareschi (?–1143). Nell’elezione proseguiva lo scisma che si era già avviato, nel 1124, con gli schieramenti contrapposti di due famiglie: i Frangipane e i Pierleoni, quando dopo forti contrasti prevalse la fazione dei primi con papa Onorio II, espressione della loro fazione.
Il cardinale cancelliere Aimerico, che aveva vegliato fino al decesso il papa, convoca i 12 cardinali della sua fazione contrari ai Pierleoni. Il piccolo conclave è indetto nella chiesa di San Gregorio al Celio, dove nella mattina successiva è eletto papa, Gregorio Papareschi. Tale elezione frutto della “minor pars” viene contestata dal cardinale Pietro Pierleoni. Convocati i restanti 14 cardinali presso la chiesa di San Marco è eletto papa, con il nome di Anacleto II.
Il giorno 23 febbraio 1130 sono entrambi incoronati Papa; Anacleto II nella Basilica di San Pietro, e Innocenzo II in Santa Maria Nuova. I due pontefici erano stati eletti da circa un terzo del Collegio, poiché molti altri cardinali si trovavano in quel momento fuori dell’Urbe. Questi ultimi, venuti a conoscenza dell’accaduto, si distribuiscono tra le due parti, ma riconoscono in maggioranza Anacleto.
In un primo tempo Anacleto pare imporsi, e Innocenzo è costretto a lasciare Roma e a riparare in Francia. Ma mentre Anacleto riesce a garantirsi l’appoggio di Ruggero II di Sicilia, Innocenzo, grazie all’appoggio di Bernardo di Chiaravalle, riesce a guadagnare alla propria causa il re di Francia Luigi VI e il re d’Inghilterra Enrico I.
Innocenzo II fugge in Francia dove risiede per tre anni, dopodiché è scortato indietro a Roma da Re Lotario di Germania, però con una scorta insufficiente di 2000 cavalieri e, alla partenza di Lotario, Papa Innocenzo II deve di nuovo fuggire da Roma alla vicina Pisa, dove rimane per altri quattro anni. Durante questi otto anni l’Antipapa Anacleto II gode in Roma di un sostegno praticamente unanime, incontestato e pacificamente accettato dai cardinali e da Roma.
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