di Antonio Nalli

Questa mattina ha squillato il telefono fisso a studio, mentre colloquiavo al cellulare con un collega. Numero sconosciuto, rispondo e mi accorgo subito che si tratta della truffa telefonica con la quale sono state già raggirate numerose persone anziane. Riaggancio il cellulare ed inizio a registrare la conversazione. Mi sono finto ottantenne, non benissimo all’inizio… ho finto di agitarmi, ce l’ho messa tutta, del resto l’ansia la conosco bene. L’interlocutore mi raccontava della rapina compiuta ai danni di una gioielleria di Frosinone, con un’auto che risultava intestata a mia madre e della quale io mi fingevo il marito. La refurtiva della rapina, a detta di presunti malviventi arrestati, era in casa mia e avrei subito presto una perquisizione portata avanti da ben 4 pattuglie, ordinata dal Giudice Manfredi. Quindi dovevo prendere tutti i gioielli in casa e farli trovare già pronti sul tavolo, in modo da accelerare le operazioni di scrittura del verbale da parte degli agenti. Sono stato al telefono circa 20 minuti, paventando la presenza in casa di gioielli e rolex (una coppia di rolex regalati alle mie nozze d’oro, roba che neanche sono sposato
) e chiedendo contemporaneamente aiuto a dei vicini di casa per far chiamare le forze dell’ordine. Insomma, volevo ingolosirli…
Alla fine qualcosa è andato storto, forse proprio la voce di un vicino che non avendo ben capito cosa stesse accadendo e quali fossero le mie intenzioni reali, per incastrare i malviventi e farli arrestare in flagranza di reato, dice di attaccare il telefono. Così dall’altra parte mi hanno detto che non sarebbero venuti più, perché sono una brava persona. Mi hanno anche consigliato di iscrivermi ad una scuola di teatro. Ho sempre amato il teatro, da Pirandello a Carmelo Bene, ma non mi sono mai cimentato per una questione di timidezza.
Ci penserò… Quel che è certo è che il Giudice Manfredi non può morire così, con una telefonata. Deve avere un seguito letterario. Magari sarà il protagonista del romanzo che scriverò e con il quale vincerò lo Scerbanenco. Mi auguro che tanti miei concittadini si facciano trovare più pronti e più bravi di me.
Non sono riuscito a fare di più, ma almeno per 20 minuti, li ho tenuti impegnati a sentire le mie idiozie e non a truffare un ottantenne vero. PS l’audio è a disposizione degli inquirenti al fine di risalire all’identità della persona che interloquiva al telefono.
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