di Vincenzo Angeletti Latini
…et alli boni homini de Ceccanu

Così concludeva Jacopo Pignataro il suo commiato rivolto al fratello e al cognato. La vicenda va inserita in una storia che vede coinvolti molti membri della famiglia dei de Ceccano che come vedremo è molto interessante.
Una storia densa di intrighi, congiure, lotte per il potere, infedeltà e arrivismo sociale ma anche omicidi che meriterebbe una soap opera.
Per chi si interesserà di approfondire gli aspetti della storia troverà nella prosa di G. Boccaccio interessanti e sagaci brani, frutto del suo lungo soggiorno napoletano coevo agli eventi.
Cercherò di narrare la storia nel modo più sintetico possibile.
Dunque iniziamo, per meglio capire gli episodi di cui trattiamo presentando i personaggi principali e relativi antefatti.
Partiamo con Roberto d’Angiò (1277 –1343), sovrano del Regno di Napoli, conte di Provenza e di Forcalquier, e re titolare di Gerusalemme. Vi è uno stretto legame diplomatico con il card. Annibaldo de Ceccano, del quale ho parlato in un precedente articolo. Figlio di Roberto è Carlo (1298 – 1328), duca di Calabria e quindi erede del regno. Questi ha due figlie: Giovanna I d’Angiò (1326 c.a. –1382) e Maria (1328 –1366).
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