di Marilena Tiberia
Spazio Arte nasce dall’idea visionaria del pittore e filosofo Rossano Cerroni come luogo vivo di incontro e di dialogo capace di valorizzare la cultura del territorio ceccanese aprendosi, al tempo stesso, a orizzonti più vasti.
La mostra Magistralia 2025 – La pittura nel solstizio d’inverno prende forma grazie alla collaborazione tra la realtà locale e numerosi ospiti esterni, provenienti anche da altri continenti, in un intreccio fertile di esperienze e sensibilità. A presiedere l’apertura dell’evento vi è stata la presenza del critico d’arte Alfio Borghese, della professoressa Iris Fleischmann, nonché di tutti gli artisti partecipanti e dell’amministrazione comunale, accolti magistralmente dal maestro Rossano Cerroni.
Gli interventi degli esperti della disciplina hanno contribuito a una lettura approfondita degli aspetti iconografici e più profondamente iconologici delle opere esposte, con un’attenzione particolare rivolta alle scelte tecniche vero fulcro dell’eterogeneità della mostra. Dalla discussione è emersa chiaramente la pluralità di linguaggi che anima Magistralia, nella quale risiede la ricchezza dell’evento: si passa dalla pittura realista all’astrattismo, dalla lezione impressionista alla pittura ispirata al mondo onirico di Marc Chagall, fino alle geometrizzazioni della figura e alle declinazioni dell’esistenzialismo. Laddove la tela diventa materia, si riconosce il legame con le sperimentazioni che hanno animato l’arte informale, da Alberto Burri ad Antoni Tàpies.
Mi sento profondamente grata per aver potuto partecipare a questo evento con un intervento personale incentrato sul concetto di Pathosformel e sul tema delle immagini archetipiche. Il mio contributo ha inteso mettere in luce i profondi legami che animano Magistralia con le correnti più alte e strutturanti della storia dell’arte, evidenziando come le opere esposte si inseriscano consapevolmente all’interno di una tradizione visiva e simbolica di lunga durata.
In questo contesto, la voce degli esperti in materia ha offerto una lettura che coniuga l’analisi formale e iconologica con la dimensione emotiva e memoriale dell’immagine. Un contesto che si è rivelato particolarmente ricettivo e fecondo capace di accogliere e nutrire il pensiero critico, l’esperienza estetica e la dimensione emotiva, nel pieno riconoscimento della validità, della qualità dei linguaggi espressivi di tutte le opere esposte.

qui la visita virtuale alla mostra

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