Gaia, la storia 2: l’Amministrazione di Ceccano sapeva che la quercia era pericolosa sin dal febbraio del 2023


Lo rivela il dott. Arduini nel suo intervento, pubblicato anche su questo blog, precisando che una prima relazione gli era stata chiesta nel febbraio del 2023: ho eseguito una VTA visiva (Visual Tree Assessment) riscontrando subito importanti criticità di stabilità. Nonostante tali evidenze – scrive Arduini -si decise, di concerto con gli uffici e con l’Amministrazione, di avviare un monitoraggio costante, in quanto in quel momento non c’era volontà politica verso l’abbattimento. Il dott. Arduini ci dà altre informazioni, finora sconosciute a chi scrive e penso alla maggioranza dei ceccanesi: La seconda VTA, effettuata tra dicembre 2023 e gennaio 2024, quasi un anno dopo, ha evidenziato un significativo peggioramento della stabilità. Il 4 gennaio 2024 si verifica un fatto nuovo: uno dei residenti del quartiere chiama la Polizia Municipale, denunciando il pericolo di crollo del grande albero. I fatti sono narrati nell’ordinanza dell’abbattimento, che porta la stessa data: intervengono anche i Forestali, gli amministratori, l’Ufficio Tecnico, lo stesso dottore forestale che, nel medesimo 4 gennaio, firma una nuova relazione. Tutti sono d’accordo per il taglio immediato della grande quercia a causa della sua pericolosità. La semplice pubblicazione all’albo dell’ordinanza suscita, però, le rimostranze soprattutto degli altri residenti che chiedono chiarimenti. Le motoseghe vengono fermate all’ultimo momento. Comincia una serie di consultazioni interne a Palazzo Antonelli. Scrive Arduini: Dopo ulteriori verifiche, approfondimenti e riunioni operative, sono stato io stesso a rappresentare all’Amministrazione e all’Assessore all’Ambiente la necessità urgente di procedere con l’abbattimento, per tutelare l’incolumità pubblica. È stata una decisione difficile ma necessaria, perché un parco frequentato quotidianamente da famiglie, bambini e anziani non può essere teatro di rischi così elevati. Non accade niente per alcune settimane, nonostante l’amministrazione avesse assicurato, in un comunicato pubblicato su un quotidiano locale, l’imminente taglio. Arduini, alla fine del gennaio 2024, è incaricato di una nuova perizia, nella quale conferma, giustamente per la sua competenza, l’urgenza di tagliare immediatamente la quercia per il pericolo che rappresenta. Invece, Palazzo Antonelli fa, nel frattempo, una scelta diversa: nonostante le tre relazioni del suo tecnico di fiducia, decide di soprassedere, incontra finalmente i residenti, anche se in una riunione a porte chiuse, da cui non dovrebbe trapelare niente. Il sindaco assicura che la quercia non sarà abbattuta, che sarebbero state adottati altri provvedimenti. La quercia non viene tagliata né si provvede ad alcunché, tanto che il commissario prefettizio, un anno dopo, gennaio 2025, a distanza di ventiquattro mesi dalla prima relazione di Arduini, incarica un nuovo tecnico per una perizia che porta a conclusioni del tutto diverse da quelle del dott. Arduini. Fin qui i fatti. Non capisco perché mai il dottore forestale se la prenda tanto con questo blog, che esprime soltanto le opinioni di chi scrive, invece che rivolgersi a chi aveva il potere di decidere l’abbattimento e non l’ha fatto per quasi due anni, nonostante le sue prescrizioni professionali. A mio parere, ma, ripeto, è soltanto la mia opinione, sono stati gli amministratori di Ceccano a non apprezzare la professionalità del dott. Arduini, che per ben tre volte, come scrive, ha certificato la pericolosità della pianta. Dal febbraio del 2023 non è stato fatto niente per salvare un albero tra i più antichi del territorio di Ceccano, non una potatura, non un piano per sostenerla in qualche modo, nulla. Per non parlare poi della totale mancanza di comunicazione con i cittadini, in particolare con i residenti del quartiere. Cosa che si è ripetuta, pari pari, in questi ultimi giorni, per il taglio dei pini alla villa comunale, mutatis mutandis. Forse, se l’amministrazione comunale avesse consentito al dott. Arduini di spiegare le ragioni per l’abbattimento in una pubblica assemblea o con un comunicato, come quello che ha scritto ieri, tutti avrebbero compreso le sue ragioni. Concludo con una nota personale, chiedendo venia per l’inusuale lunghezza: io scrivo quello che penso, cercando di raccontare ciò che accade, in uno spazio che pago io. Molto spesso mi capita di avanzare proposte che nessuno ascolta. Come tutti, posso sbagliare. Se in qualche modo ho offeso la sensibilità del dott. Arduini, me ne scuso, ma non rinnego nulla della “battaglia” per salvare Gaia. Non si può rinunciare tanto facilmente ad un albero di così grande valore, senza verificare tutte le opportunità per salvarlo. Tanta gente si è schierata in sua difesa, la mia era soltanto una delle molteplici voci.

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Un pensiero riguardo “Gaia, la storia 2: l’Amministrazione di Ceccano sapeva che la quercia era pericolosa sin dal febbraio del 2023

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  1. Non rammaricarsi e non scusarsi per la fine di Gaia, spettava ad altri agire con decisione e risolutezza.

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