Si può usare quell’acqua o è ancora inquinata? E’ una domanda che rimane ancora senza risposta, nonostante le tante richieste e gli impegni assunti in campagna elettorale da tutte le forze politiche. I lettori ricordano certamente la vicenda: nell’aprile del 2023 Palazzo Antonelli emetteva un’ordinanza che vietava l’uso dell’acqua attinta ai pozzi esistenti nel raggio di 500 metri dal ponte dell’autostrada di via Marano, a Ceccano. Si tratta di un numero molto consistente di pozzi, normalmente utilizzati per l’orticoltura e per abbeverare il bestiame. Furono vietati anche questi usi. Un’analisi dell’Arpa Lazio condotta a novembre del 2022 aveva evidenziato un inquinamento da cloroformio superiore di oltre sessantacinque volte il minimo consentito. Di quell’ordinanza non venne data notizia alla popolazione che conobbe di avere l’acqua dei pozzi inquinata soltanto dalla stampa. Da allora non s’è saputo più nulla, nonostante le ripetute sollecitazioni dell’opinione pubblica. Ora Ceccano 2030 rivolge un nuovo appello agli amministratori perché finalmente rendano note le condizioni dei pozzi di via Marano.

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