Quella mattina Ceccano fu svegliata dal rombo d un elicottero che insistentemente sorvolava i quartieri centrali della città. Pian piano filtrarono le notizie: la piazza è piena di polizia, le porte del comune sono sbarrate, hanno arrestato il sindaco. Quel 24 ottobre rimarrà per sempre nella memoria dei ceccanesi, una giornata che fa da spartiacque, da discrimine fra un modo di amministrare ed un altro. Le indagini della polizia avevano scoperchiato un insieme di relazioni tossiche, un sistema basato, secondo gli inquirenti, sulla corruzione e sull’esecrabile fame di denaro e di potere, come Virgilio definiva l’avidità nei versi dell’Eneide. Ci volle qualche giorno per rendersi conto di quello che era accaduto, per avere il coraggio di leggere quanto avevano scritto i giudici inquirenti, che avevano emesso i mandati di arresto. Era una lettura che ci lasciava tutti sgomenti, perché mai l’avremmo immaginato. Ad un anno di distanza, non abbiamo compreso appieno il danno che la città ne ha ricevuto, dal punto di vista della sua reputazione e della capacità di riprendersi dal colpo, del messaggio trasmesso alle generazioni più giovani. Non sappiamo quale sarà l’esito giudiziario della vicenda che potrebbe avere ancora tanti altri risvolti, al momento non emersi. Abbiamo imparato che dobbiamo essere più vigili come cittadini, che dobbiamo dedicare un po’ più di tempo a capire cosa accade nei luoghi dove si decide il futuro della nostra città. Il 24 ottobre potrebbe trasfirmarsi in un punto di rinascita per Ceccano e per quei tanti cittadini, soprattutto giovani, che vogliono dare il loro contributo di onestà e di competenza perché la città torni ad essere vivibile.

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