La battaglia di Ceccano nel maggio del 1944 nel filmato del corpo di spedizione francese (CEF) durante l’attacco sul versante sud del centro abitato
di Luigi Compagnoni

Il ripiegamento dei reparti dell’esercito tedesco , dopo lo sfondamento della linea Gustav con la conquista di Montecassino il 18 maggio del ’44 da parte dei soldati polacchi , avviene progressivamente con successive linee difensive di arretramento con lo scopo principale di rallentare , il più possibile , l’avanzata delle armate alleate e consentire al resto delle truppe germaniche di poter raggiungere Roma e successivamente il nord Italia .
Nel territorio compreso tra Cassino e Frosinone ( distanti in linea d’aria poco più di 40 km.) i tedeschi formeranno ben 5 linee difensive ed appunto sull’ultima , costruita attorno al centro abitato di Ceccano , le armate alleate troveranno uno degli ostacoli maggiori prima di poter compiere l’ultimo balzo verso la conquista di Roma .
I tedeschi già presenti nella cittadina fabraterna all’indomani dell’armistizio , vi insediano nei mesi successivi reparti logistici di supporto e rifornimento alla battaglia Cassino -che durò circa 4 mesi- e sfruttando l’orografia del territorio strutturano una linea difensiva con un andamento semicircolare posizionando i capisaldi sulle maggiori alture che circondano il centro abitato in grado pertanto mettere sotto controllo sia le strade provenienti dal versante Sud ( Cassino e i monti Ausoni ) ma anche il versante Ovest che guarda il passo della Palombara , nodo strategico di collegamento tra la valle dell’Amaseno e la valle del Sacco .

Le forze alleate superando di volta in volta le successive linee difensive approntate dai tedeschi in ripiegamento arrivano sul territorio ceccanese all’indomani della battaglia di Campo Lupino , la quota più alta di Monte Siserno , la montagna che funge da spartiacque tra i paesi di Castro dei Volsci , Villa S. Stefano, Giuliano di Roma e Ceccano .

I soldati della 4^ Divisione di Montagna marocchina procedono sulla cresta del Siserno con l’obiettivo di conquistare Giuliano di Roma e successivamente l’importante passo della Palombara mentre altri reparti del CEF ( 2^ Divisione e i Cacciatori d’Africa della 1^ Divisione ) a cui si sono aggiunti reparti militari americani si dirigono su Ceccano su due direttrici, la prima proveniente da Colle del Vescovo , Bosco S. Ermete e via Gaeta e l’altra dalle contrade di Maiura e Badia . Questi reparti appartengono alla V^ Armata alleata – comandati dal generale Mark Clarke – e il settore a loro assegnato è sulla riva destra del fiume Sacco mentre sul versante opposto operano i reparti del VIII^ Armata al comando del generale Oliver Leese costituita principalmente da soldati Canadesi .
Per capire la complessità dell’attacco abbiamo riportato graficamente sulle foto aeree, scattate dall’aviazione americana nel gennaio del 1944 , l’ubicazione dei capisaldi della linea difensiva tedesca e le direttrici di attacco dei reparti alleati . Tutte le descrizioni dei feroci combattimenti avvenuti nel territorio di Ceccano nei tre giorni di fine maggio fanno riferimento, oltre alle ricerche storiche citate in bibliografia, ai diari di guerra di due ufficiali : il primo del Capitano Malavoy dell’VIII° Reggimento dei cacciatori d’Africa del CEF dal titolo “Du Niger au Danube” e il secondo , anch’esso importante , per poter ricostruire le varie fasi della battaglia , dal Colonnello Goutard dal titolo “Dans la campagne d’Italie”.

Oggi ,grazie a inedite riprese filmate rese disponibili dal servizio di produzione e archivio fotografico e audiovisivo del Ministero delle forze armate Francesi è possibile sviluppare nuove riflessioni e considerazioni sulle manovre di attacco che consentirono ai soldati del CEF alla fine di superare la linea difensiva predisposta dai tedeschi anche se a costo di numerosi caduti .
Il filmato, ad opera del cineoperatore Raymond Mèjat dal titolo “La campagna d’Italia : avanzata francese verso Roma” mostra il cannoneggiamento sul versante sud del centro urbano di Ceccano anche se le didascalie lo indicano semplicemente come “village” ma sono perfettamente identificabili nell’abitato : il castello , il serbatoio sulla sommità di via Santo Stefano ed in basso a sinistra del filmato un’ edificio di notevole mole che abbiamo individuato nel palazzo Marella ubicato all’imbocco dell’attuale via G. Matteotti. La posizione del cineoperatore francese è localizzabile nella zona situata sul crinale di colle Ciarletti (via Due Cone nella toponomastica comunale odierna)sicuramente era affiancato da ufficiali osservatori che permettevano di inviare le coordinate di tiro agli artiglieri posizionati sulle retrovie , le colonne di fumo dei colpi di artiglieria che si alzano nell’abitato individuano le zone colpite in corrispondenza della attuale Madonna della Pace e della Madonnella-Rifugio. Si tratta di un cannoneggiamento senza il supporto dell’aviazione è quindi un azione militare per cercare di colpire le postazioni tedesche al contrario dei numerosi bombardamenti alleati che nei mesi precedenti distrussero gran parte del centro storico ,ma senza grandi risultati strategici anzi come successo a Montecassino le macerie e le ostruzioni lungo le strade permisero ai tedeschi di consolidare la loro azione difensiva .
Ancora più completa fu la difesa del versante Est per contenere l’avanzata dei reparti della VIII^ Armata alleata i tedeschi fecero esplodere con le mine il ponte sul fiume Sacco e i circostanti edifici in particolare lo storico palazzo Berardi e resero impossibile il passaggio dei fucilieri e dei carri armati Canadesi su quel lato . La stessa strategia venne utilizzata dai tedeschi per bloccare l’accesso al centro urbano da via Gaeta attraverso la zona della Madonnella ( oggi via del Rifugio ) facendo crollare gli edifici su via Principe Umberto e Viale Littorio ( oggi Viale della Libertà ) che di fatto rese impossibile l’avanzata ai mezzi corazzati del CEF su quella direttrice, ostacolata anche dalla presenza di estesi campi minati che impegneranno i genieri francesi in complesse azioni di bonifica sotto il tiro nemico .
Resta pertanto solo l’attacco delle fanterie sul versante Sud e dopo la martellante azione dell’artiglieria come testimoniato dalle immagini del filmato , i soldati franco-marocchini sfondano la linea difensiva tedesca in due distinte battaglie , nella zona del colle del Boschetto con tre attacchi successivi e in prossimità di colle Sant’Arcangelo nel sottostante bosco dei Tocchi , le descrizioni degli scontri all’arma bianca sono particolarmente cruenti e nei resoconti delle battaglie non si menzionano prigionieri ma solo il numero dei caduti da ambedue gli schieramenti . La sera del 29 maggio il colonnello tedesco Wolf Ewert ordina il definitivo ripiegamento delle forze tedesche e la mattina del 30 i primi soldati del CEF potranno entrare nella città senza incontrare ulteriore resistenza .
La battaglia a difesa di Ceccano , ultima linea difensiva Tedesca prima del definitivo ripiegamento su Roma, impegnerà le due armate alleate in 3 giorni di durissimi scontri per la conquista dei capisaldi e del centro urbano. Il dato temporale è ancora più significativo per la durezza dei combattimenti degli eserciti in campo se si considera che per conquistare pochi chilometri furono necessari ben 3 giorni mentre per arrivare definitivamente a Roma – distante 60 km. – ne basteranno solo 4 !
Riferimenti bibliografici :
Le vicende militari relative alla battaglia per la conquista del centro abitato di Ceccano sul finire del mese di maggio del 1944 da parte delle truppe alleate della V^ e VIII^ Armata e del corpo di spedizione francese in Italia (sigla abbreviata : CEF ) sono state ampiamente raccontate e descritte nel passato da minuziose e articolate ricerche da parte degli storici e ricercatori locali, che cito in ordine cronologico :
- Prof. Giovanni Ruspandini “Il mondo sembrava fermo” edito dall’Amministrazione Comunale di Ceccano , pubblicato nel 2006 ;
- Prof. Gianluca Coluzzi “Ceccano e la guerra 1944-2014” con la collaborazione degli studenti del Liceo Scientifico di Ceccano, pubblicato nel 2014 avvalendosi anche di testimonianze dirette di persone che furono presenti ai tragici fatti che sconvolsero la popolazione locale;
- Prof.ri Angelino Loffredi e Lucia Fabi “Il dolore della memoria: 1943-1944” pubblicato nel 2016 ;
Alla presente ricerca hanno collaborato :
- Raniero Compagnoni per la ricerca documentale presso il centro di comunicazione e produzione audiovisiva della Difesa Francese – ECPAD ;
- Francesca Aversa per l’elaborazione grafica sulle foto aeree del 1944 della battaglia di Ceccano ;
Nota : il filmato è stato acquistato dall’ archivio ECPAD-Ministero della difesa Francese dall’Arch. Luigi Compagnoni , ne è consentita la divulgazione previa citazione delle fonti di provenienza ;
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