
E’ in fase di stampa il saggio di Vittorio Ricci, “La storia corre lungo il confine. Da Terracina al 38° parallelo”: esplora la complessa storia dei confini, in particolare quello tra lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie. Il libro parte da un’analisi locale, concentrandosi sui cippi di confine e sul progetto “La Via dei Cippi” nel comune di Vallecorsa, 686 colonne che indicavano con esattezza le terre dello Stato Pontificio e quelle del Regno delle Due Sicilie. Attraverso un approccio che intreccia storia, cultura e geografia, il testo esamina le diverse sfaccettature del concetto di confine, distinguendo tra confine e frontiera e analizzando le implicazioni semantiche di questi termini. Si parte dai cippi confinari dell’antichità, con la loro funzione di delimitare e proteggere i territori per poi approfondire la storia del confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, una frontiera che è stata una delle più lunghe d’Europa, segnata da dispute, trattati e la posa di 686 cippi nel 1840. Il libro mette in luce come questa linea di confine, lungi dall’essere una semplice separazione, abbia influenzato l’identità culturale, sociale ed economica delle comunità che si trovavano a cavallo della stessa. L’analisi si estende fino alla presa di Roma nel 1870, che ha segnato la cancellazione di quel confine e la fine del potere temporale del Papa. Il libro analizza anche i fenomeni del brigantaggio e le dinamiche sociali che hanno caratterizzato le zone di confine. Il tutto è arricchito da immagini, carte geografiche e documenti d’archivio che permettono di approfondire la ricerca e di stimolare nuove riflessioni. Il nuovo lavoro conferma le doti storiografiche e letterarie di Vittorio Ricci che nei prossimi giorni presenterà al pubblico il volume.

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