I carabinieri hanno effettuato controlli anche in provincia di Frosinone, nell’ambito della campagna per la repressione del fenomeno del caporalato: sono i dati a fare impressione. Su 12 aziende agricole sottoposte a controllo, ben 11 sono risultate irregolari. Una era assolutamente sconosciuta al fisco, altre due impiegavano lavoratori in nero. Purtroppo il fenomeno è diffuso in tutto il territorio italiano e racconta di uno sfruttamento bestiale della manodopera nei campi, in particolare quella di origine straniera, meno in grado di difendersi dal fenomeno del “caporale”. Ci sarebbe bisogno di un sussulto della società civile per stigmatizzare chi sfrutta il bisogno delle persone e far diventare costoro il problema, invece dei poveracci che ne rimangono vittime. Troppe situazioni chiariscono ormai che c’è un interesse economico preciso nel mantenere gli immigrati nella loro situazione di irregolari, senza alcuna difesa legale nei confronti di chi li sfrutta. Come pure ci sarebbe bisogno di una presa di posizione forte delle associazioni degli agricoltori e degli allevatori, soprattutto in difesa di quelle aziende che non sfruttano.

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