Dopo i cruenti fatti di sabato 9 marzo, con l’uccisione di un giovane in via Aldo Moro a Frosinone, in accordo con altre associazioni presenti sul territorio abbiamo sentito l’esigenza di organizzare una manifestazione per la legalità. Sono le parole di un comunicato stampa diffuso in mattinata. Un ragazzo di 27 anni è stato ucciso a colpi di arma da fuoco. In carcere per il suo omicidio c’è un giovane che di anni ne ha appena 23. Il primo si chiamava Kasmi Kasem, il secondo Michea Zaka. È accaduto a Frosinone, in via Aldo Moro, un sabato pomeriggio alle 19. L’ora del passeggio, l’ora dell’aperitivo. È accaduto in pieno centro. In mezzo ai ragazzini dello struscio, tra i passeggini. La notizia non ha bisogno di tanti particolari. È la cronaca. Fredda, spicciola, il formale racconto di un episodio cruento. Poi c’è il resto, fatto di mille sfumature. C’è la paura, lo sgomento, per alcuni l’incredulità. Ma c’è soprattutto la riflessione, inevitabile e necessaria. Perché non è dimenticando che passa la paura. Non è omettendo che si risolve il problema o si cancella un disagio che non è di oggi, ma parte da lontano. Avremmo potuto far finta di niente. Avremmo potuto nasconderci in frasi dozzinali, come “succede ovunque”, “è un episodio isolato”, o in gelide dichiarazioni in cui si fa riferimento a bande che nulla avrebbero a che fare con il resto della città.
Però in un punto preciso di un marciapiede di via Aldo Moro, nella nostra città, c’è probabilmente
ancora il sangue di un ragazzo di ventisette anni morto ammazzato. E allora noi abbiamo il dovere e
il diritto di interrogarci sulla necessità di non mettere sotto al tappeto della città il suo enorme
disagio solo per tornare alla nostra “tranquillità”, al quieto vivere di una cittadina di provincia in cui
troppi segnali sono stati forse ignorati. Da tutti. Da ognuno di noi.

L’appuntamento è per venerdì 15 marzo, alle 19.30, in piazza Martiri di Valle Rotonda (ingresso principale del Matusa). Da qui percorreremo un tratto di via Aldo Moro fino ad arrivare in piazza Don Carlo Cervini. E’ invitata a partecipare tutta la cittadinanza. E per cittadinanza intendiamo tutti. Semplici cittadini ma anche associazioni, partiti politici, sindacati, parrocchie, circoli, studenti…
Associazione culturale “Tutti i colori del libro”
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