Raramente accade che, nell’immaginario degli abitanti di una città, un personaggio storico, soprattutto un personaggio femminile, abbia un rilievo pari a quello che, nel corso dei secoli, ha ininterrottamente caratterizzato la figura di Giulia Gonzaga a Fondi. Dal punto di vista storiografico, questo rilievo è tutt’altro che immotivato: Giulia Gonzaga, com’è noto, organizzò intorno a sé, proprio a Fondi, un celebre cenacolo di letterati e di artisti; fu al centro – spesso al di là della sua volontà – delle trame politiche e dinastiche di alcune delle principali famiglie nobiliari del suo tempo; fu esponente di spicco, a Napoli, di quel circolo di Juan de Valdès le cui idee di riforma religiosa la Chiesa di Roma condannò come ereticali, finendo con il divenire ella stessa oggetto di sospetti e di accuse da parte dell’Inquisizione. Ma a conferire fascino alla sua figura e ad avvolgerla in un alone di leggenda sono stati soprattutto, a livello di fantasia popolare, tre elementi: la straordinaria bellezza, unanimemente riconosciuta dai contemporanei, decantata dai poeti e illustrata da una serie di ritratti che non ha uguali nella pittura del Rinascimento; l’intelligenza e la capacità con cui Giulia riuscì a «restare libera nel pensiero e nell’azione in un mondo pesantemente governato dai maschi, nella politica come nella religione e nella cultura, ma anche nelle questioni di cuore»; e infine – ma non ultimo quanto a importanza, ove si consideri la copiosa serie di elaborazioni romanzesche cui esso ha dato luogo – l’episodio del suo tentato rapimento da parte del corsaro Barbarossa.

Così Lucio De Filippis, direttore dell’ Ente Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi presenta Giulia Gonzaga Colonna, la casta diva, il libro di Vittorio Ricci che l’autore presenterà sabato 18 novembre a Fondi, alle ore 20, nel Palazzo Baronale. Il suo intervento ha come titolo: Giulia Gonzaga, la fama oltre il mare, il mito, la leggenda
Ecco come prosegue la presentazione del libro
Le testimonianze dirette dei suoi contemporanei ci restituiscono l’immagine di una donna colta e raffinata, dalla personalità forte e per molti aspetti ‘moderna’. Con scarso senso della storia alcuni hanno voluto fare di lei addirittura l’icona di un femminismo ante litteram. Ma nella sensibilità comune della gente di Fondi Giulia Gonzaga rappresenta altro: è colei che in tempi lontani seppe dare alla città un lustro mai più raggiunto; è l’incarnazione e il simbolo di una grandezza passata di cui coltivare la memoria non solo come un prezioso retaggio culturale, ma come un costante paradigma di riferimento – l’esempio di un agire virtuoso e fecondo di risultati – con cui confrontarsi ancor oggi, seppure in forme e modi necessariamente diversi, nella concretezza del presente. Il “felice cinquantennio del governo di Onorato II Caetani” aveva assicurato a Fondi un florido sviluppo dell’agricoltura, dell’allevamento del bestiame e del commercio. 8 Ed è a una Fondi già resa prospera sul piano economico dai Caetani che, solo pochi decenni più tardi, Giulia Gonzaga conferisce fama e prestigio anche sul piano culturale con la sua corte. L’incursione degli ottomani guidati da Khayr-alDin segnerà una netta cesura nella storia dell’assetto del territorio e della sua economia. Con le devastazioni e le razzie compiute dal Barbarossa inizierà un periodo di lunga decadenza: le stesse zone a mare, il bosco del Salto e Selva Vetere, ove prima era fiorente l’allevamento dei suini e dei bufali, finiranno con l’essere abbandonate a sé stesse, con un’espansione delle superfici paludose e un conseguente incremento dei casi di malaria. Saranno poi le opere di bonifica promosse dal marchese Bisleti, agli inizi del secolo scorso, a garantire a quei luoghi condizioni di vivibilità e di ripopolamento. Giulia Gonzaga, dunque, si pone all’apice di un periodo di splendore: uno splendore di cui la sua stessa bellezza sembra essere simbolo ed espressione. Ed è proprio per il valore di esempio e di stimolo positivo di cui la sua figura si è venuta caricando, sono ben lieto, come Direttore di un Ente Parco che ha tra i suoi compiti istituzionali la sensibilizzazione dei cittadini ai valori del patrimonio storicoculturale del loro territorio, di esprimere il mio più vivo plauso per la monografia che a Giulia Gonzaga ha dedicato il Prof. Vittorio Ricci: ultima fatica di uno studioso che meritoriamente continua a indagare e a illustrare con passione la storia dei nostri luoghi. Il libro, che non trascura nessuno degli aspetti della figura di Giulia Gonzaga, si segnala per la lucida e ordinata organizzazione della struttura, la chiarezza dell’esposizione, l’agilità della trattazione: pregi che ne facilitano la lettura e lo rendono pienamente accessibile a tutti. Particolarmente opportuna appare, da questo punto di vista, la funzione delle note a piè di pagina, che informano il lettore degli elementi necessari a delineare un puntuale quadro di riferimento degli eventi e a fornire notizie storico-biografiche sui personaggi ai quali si allude senza interrompere la continuità del flusso narrativo. Un contributo di sicuro interesse, dunque, per chiunque desideri approfondire la conoscenza di una figura tanto importante e suggestiva come quella di Giulia, contessa di Fondi, il cui ricordo si perpetua e si mantiene vivo, pur a distanza di secoli, in tutto il nostro territorio.
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