La gioia per la terza ascesa in serie A non nasconde i problemi. E lo stesso sindaco del capoluogo, Riccardo Mastrangeli, ad evidenziare il principale: non ci sono alberghi a Frosinone in grado di ospitare le tifoserie ospiti e quanti altri vorranno seguire le squadre che si avvicenderanno allo Stirpe. E’ intenzionato dunque a chiedere aiuto ai sindaci dei comuni viciniori per mettere a disposizione sistemazioni alberghiere. Potrebbe essere un modo per superare finalmente i limiti imposti dalla conformazione geo amministrativa della provincia di Frosinone. Se si pensa che Latina ha oltre 130 mila abitanti contro i 44 mila di Frosinone si capisce subito la debolezza del territorio se questo non è capace di fare rete e di costruire opportunità di collaborazione per avere, in questo caso, tutti i vantaggi di un successo così grande nello sport che poi riverbera in tutti i settori della società, in particolari da quelli legati all’accoglienza per squadre e tifosi. Per arrivare alle dimensioni dal capoluogo pontino bisognerebbe mettere insieme a Frosinone Ceccano, Ferentino, Veroli, Alatri, Anagni. E’ il momento di abbandonare campanilismi inutili che rivelano la loro fallacia, nel momento in cui i sistemi di governo delle singole amministrazioni si rivelano inani nell’affrontare sitazioni complesse. Il futuro è tracciato, c’è bisogno di strumenti di governo sovracomunali che siano in grado di mettere insieme risorse altrimenti polverizzate. Anche la chiesa cattolica lo sta facendo da tempo: prima ha unito le diocesi del sud della provincia, ora quelle del nord. Ci sarà un significato?

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