Non cediamo di fronte alla richiesta di una società che vorrebbe costruire muri per non ascoltare il grido dei poveri, perché avvenga il miracolo della guarigione e dell’inclusione. Di fronte al grido dei poveri, oggi ci viene chiesto di più, soprattutto nella capacità di ascoltare. Oggi ascoltiamo poco e perciò litighiamo, e i litigi si rivelano mortali per le nostre comunità
Così mons Spreafico, vescovo di Frosinone, nell’omelia della messa da lui presieduta a Casamari per il decimo anniversario della sua ordinazione episcopale. In una basilica piena nonostante la bufera che imperversava all’interno, mons. Spreafico ha messo in evidenza come oggi la situazione sia simile a quella del cieco Bartimeo che grida verso Gesù e che i discepoli vogliono far tacere: i poveri gridano verso Dio perché accorra in loro aiuto e noi non possiamo erigere muri per non sentire quel grido. Dobbiamo invece aprirci al dialogo, metterci in ascolto e se non possiamo risolvere almeno possiamo pregare. Mons. Spreafico ha messo anche in evidenza il rischio del continuo lamentarsi che ci impedisce di prenderci le nostre responsabilità, facendo crescere lo spirito di contrapposizione. Senza dialogo non ci sarà mai pace, neppure tra noi. Il cambiamento, il miglioramento cominciano dal dialogo dalla pazienza di ascoltarsi.
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