di FEDERICO CENCI per InTerris
E’ difficile trovare qualcuno che non ricordi cosa stesse facendo l’11 settembre 2001. Una data che ha segnato la storia contemporanea, andando ad incidere sulle abitudini, nonché sul pensiero, sulle convinzioni dell’uomo qualunque. Per la prima volta gli Stati Uniti, invincibili nell’immaginario comune occidentale, furono colpiti con un fendente al cuore. Il Paese che seppe sconfiggere il nazismo e chiuse a proprio vantaggio la logorante partita a scacchi contro il gigante sovietico, cedette dinanzi al terrorismo islamico. Una masnada di sconosciuti eversori con passaporti di Paesi mediorientali, seguaci di Osama Bin Laden e militanti di al-Qaeda, riuscì a dirottare quattro aerei di linea degli Stati Uniti: due si annientarono sulle Torri Gemelle, uno cadde sul Pentagono, un quarto avrebbe dovuto colpire Washington ma fu deviato su un campo in Pennsylvania. Intervistato da In Terris, Francesco Bergoglio Errico, antropologo e senior research analyst per Ictyn (International Counter-Terrorism Youth Network), spiega in che modo quell’evento ha cambiato gli scenari geopolitici, la percezione della realtà, i rapporti di forza tra potenze e organizzazioni terroristiche.
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