di Gianni Di Santo per Il vino nuovo
Da tempo la pancia del paese Italia ribolle di acido. Una miscela esplosiva che ha messo insieme insicurezza economica, precarietà lavorativa, razzismo, xenofobia, desiderio di protezione personale e comunitario (casa, quartiere, città, confini).
Dal secondo dopoguerra a oggi la pancia degli italiani è stata, per fortuna, sempre “governata”, con equilibrio e maturità, dalla politica con la Dc e dalla Chiesa con i suoi corpi intermedi formati dalle parrocchie, dal mondo del volontariato, dell’associazionismo e dei movimenti, e da vescovi lungimiranti e intelligenti.
Questa esasperazione forcaiola di oggi che si respira sui tram, sui bus, nei supermercati, persino a messa, e che trova alimento nei social network, è uscita fuori dal vaso perché ha perso proprio quel “tappo” che prima la teneva sopita. Finita la Dc, mi chiedo: ma il mondo cattolico italiano come mai è arrivato così impreparato di fronte all’esplodere della rabbia sociale di oggi?
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