
In C’è bisogno di Parola per alessioporcu.it
Questi ultimi giorni ci hanno rattristato profondamente: le due sorelline uccise dal padre, i due ragazzi di Ceccano morti in un incidente stradale. Sono, purtroppo, esperienze che appartengono alla vita: ne conosciamo tante simili che ci turbano, lasciandoci attoniti. Siamo abituati al fatto che siano i figli a seppellire i padri, non il contrario.
La nostra lingua non ha nemmeno la parola per definire un genitore privato dei figli: sì, c’è l’espressione “orbato” ma è preso dall’essere privato di un occhio. C’è “vedovo”, c’è “orfano”, non c’è definizione per chi perde un figlio.
Anche Maria di Nazaret perde suo figlio, condannato al supplizio atroce della croce, pur essendo del tutto innocente: la peggiore delle morti, senza poter trovare una giustificazione, un motivo che sempre cerchiamo di dare a questi eventi per cercare un barlume di senso. Ma quale significato possiamo trovare alla sofferenza dei bambini, alla morte dei giovani, alle tragedie di questi giorni?
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