Il 6 febbraio il presidente polacco Andrzej Duda ha firmato la legge che, emendando la precedente normativa sull’Istituto della memoria nazionale, prevede fino a tre anni di prigione per chiunque «pubblicamente e contrariamente ai fatti attribuisca alla nazione polacca o allo stato polacco responsabilità o corresponsabilità per i crimini nazisti commessi dal Terzo Reich» o per «altri crimini contro la pace, l’umanità o crimini di guerra». Sono esenti dalla sanzione le «attività culturali e storiche».
Consapevole delle forti polemiche internazionali che hanno accompagnato l’iter del provvedimento, il presidente ne ha comunque preannunciato la sottoposizione alla Corte costituzionale, per verificare se esso violi la libertà d’espressione e se risulti abbastanza chiaro quali forme di espressione debbano essere sanzionate.
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