di Luca Misculin per Il post
Dopo l’attentato razzista avvenuto sabato a Macerata, compiuto da un 28enne italiano vicino all’estrema destra, in molti hanno difeso o giustificato l’attentatore sostenendo che abbia reagito in maniera esagerata a una minaccia reale: la presunta “immigrazione fuori controllo” che porterebbe allo “scontro sociale”, come ha sostenuto fra gli altri il segretario della Lega, Matteo Salvini.
Salvini non è l’unico nella storia contemporanea ad avere ipotizzato un legame fra immigrazione e criminalità; come lui la pensano anche molti italiani, che secondo uno studio annuale della Commissione Europea sono fra i più preoccupati dall’immigrazione in tutta Europa. Ma se per la maggior parte dei periodi storici non abbiamo dati sufficienti per esprimerci, sull’Italia degli ultimi anni ne abbiamo diversi, analizzati da vari studi e ricerche. Quasi nessuna delle ricerche a disposizione sostiene un legame diretto fra l’aumento dell’immigrazione sperimentato dall’Italia negli ultimi anni e i reati commessi nel nostro paese, e alcune lo smentiscono esplicitamente. I numeri delle denunce e delle presenze in carcere sembrano confermare la tesi dei politici di destra e le paure degli italiani, ma vanno spiegati e contestualizzati.
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