di Emanuela Campanile
“Perdere il senso” di qualcosa di tragicamente immenso, qual è appunto ciò di cui dovremmo fare memoria oggi, per il filoso e docente universitario Umberto Curi significa correre il grande rischio che la storia si ripeta. E “per quanto sembri deprimente”, prosegue nella sua analisi il professore, essere “coscienti del male di cui siamo capaci”, ci rende vigilanti. Ma come si può rendere davvero vivo il ricordo?
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