Non siamo che un poco di fango tra le mani di chi lo plasma. Se un vasaio, che lavora un pezzo di creta per ricavarne un vaso, vede che questo gli esce sformato o che gli si spezza tra le mani, lo impasta di nuovo. Se invece pensa di mettere nella fornace lo lascia com’è . Anche nella nostra esistenza c’è una situazione nella quale è possibile un rifacimento in meglio, e un’altra nella quale non lo è più. Infatti durante la vita terrena noi abbiamo tempo e modo di far penitenza dei nostri peccati e così ottenere la salvezza dal Signore.
Usciti che saremo da questo mondo, non potremo più convertirci né espiare il male commesso. Finché abbiamo tempo per guarire, affidiamoci a Dio, nostro medico, e consegniamo nelle sue mani i nostri pochi meriti.
Dall’«Omelia» di un autore del secondo secolo
(Capp. 8, 1 – 9, 11; Funk, 1, 152-156)
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