di Laura Collinoli
Forse un giorno ci chiederanno come siamo passati da San Tommaso d’Aquino a Enrico Nicoletti, anche se a dirla tutta – e a volerci trovare per forza un collegamento più che un legame – il dottore angelico fu il primo a teorizzare come la divina provvidenza non escluda l’esistenza di male e corruzione e che, anzi, tante cose belle non esisterebbero se quel male non ci fosse.
Ora, se sia stato o meno il cassiere della banda della Magliana, Enrico Nicoletti, nativo di Monte San Giovanni Campano, lo Stato gli ha di sicuro confiscato la grande villa di viale di Porta Ardeatina a Roma, poi diventata per volere dell’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, la Casa del Jazz.
Lui quel ruolo l’ha sempre negato. Il ruolo del “Secco” che Giancarlo De Cataldo gli ha cucito addosso in Romanzo Criminale, il bestseller diventato film e poi serie tv che racconta di come un gruppo di malviventi, a un certo punto, avesse deciso di “prendersi” la capitale.
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