Miti e verità dell’Inno Nazionale di #Colombia
di Alexander Klein, traduzione di Andrea Selvini
Quanto si conosce dell’inno, tra i simboli più importanti della patria colombiana? In questo articolo verità e leggende sulla “Marcha Triunfal”, l’Inno Nazionale di Colombia.
Tra i tre simboli della patria colombiana, il tricolore, lo stemma e l’inno, quest’ultimo è quello che ha la maggiore rilevanza. Cominciamo dalla bandiera tricolore. Il giallo, la cui intenzione è rappresentare la ricchezza e l’oro che si trova nel paese, mette in risalto due problemi fondamentali: il primo, che quasi tutto l’oro che era presente in Colombia è stato sottratto dagli spagnoli quando il paese era una loro colonia, e il secondo, che quel poco di oro che resta è ben conservato nelle casseforti delle classi dirigenti del paese ed è fuori dalla portata della maggior parte dei colombiani, situazione che ancora oggi fa sì che la Colombia sia al primo posto tra i paesi del Sud America (precedendo Venezuela e Bolivia) e al settimo posto a livello mondiale tra i paesi con maggiori diseguaglianze economiche (secondo le statistiche del Banco Mondiale).
E se questo può sembrare poco, lo stemma della Colombia è tutta una tragicommedia di simboli scomparsi o che stanno per scomparire dal paese. Tra questi sicuramente risalta l’istmo di Panama, che inspiegabilmente continua ad ornare la fascia inferiore dello stemma.
E che dire del maestoso condor patriottico che corona lo stemma? Secondo le recenti statistiche, si stima che attualmente siano rimasti tra i 40 e i 50 condor in Colombia, una cifra infima per un animale che si presenta ancora oggi come uno dei simboli patriottici del paese.
In virtù di quanto detto prima, è chiaro che resta alla Colombia un simbolo patriottico realmente attinente – anche se non del tutto sprovvisto di difetti – con l’identità nazionale: l’Inno Nazionale di Colombia, la “Marcha Triunfal” messa in musica dal compositore italiano Oreste Sindici usando i versi scritti dall’ex presidente Rafael Núñez.
Ironicamente, dei tre simboli patriottici, l’Inno Nazionale è quello di cui si conosce meno, anche se si sono diffuse numerose credenze popolari e storie false nel corso degli anni. Il fenomeno è da attribuire maggiormente alla poche informazioni che sono state raccolte sulla vita e sull’opera di Oreste Sindici, il musicista italiano residente a Bogotà e a Nilo, regione di Cundinamarca.
A prescindere che da quest’anno l’editoriale dell’Università de Los Andes ha pubblicato un libro di oltre 500 pagine con nuove scoperte sul Sindici e su tutta la sua opera musicale sopravvissuta (il tutto scritto, raccolto ed editato dal Prof. Alexander Klein, autore dell’articolo), il poco interesse mediatico che esiste in Colombia verso questo tipo di ricerche ha reso necessario stilare una lista per fare chiarezza su verità e leggende sul simbolo patriottico più importante del paese. Alla vigilia del 20 luglio (festa nazionale colombiana), c’è da aspettarsi che questa lista faccia chiarezza su tutti quei dubbi che ancora circolano su questa “canzone” che suona, nel bene e nel male, tutti i giorni alle sei del mattino e del pomeriggio nelle radio della Colombia.
Leggenda popolare n° 1: L’inno Nazionale di Colombia è uno dei più belli del mondo.
Verità o leggenda? Verità.
Le prove: Per vari decenni si è diffusa la credenza che l’Inno Nazionale di Colombia fosse il secondo inno patriottico più bello del mondo dopo la Marsigliese. A prescindere dal fatto che questa credenza non è né falsa e né tanto meno vera in quanto non è mai esistito e non esiste un metodo oggettivo per misurare la bellezza nel campo artistico (anche se non sono mancati critici che abbiano affermato il contrario), pochi inni possiedono una melodia e una fanfara così memorabile -addirittura “smielata” – come le possiede la “Marcha Triunfal” di Oreste Sindici.
Per evitare di entrare in discussioni accademiche, un semplice esercizio di comparazione auditiva con gli altri inni del pianeta conferma i meriti all’inno colombiano e la sua facilità ad essere memorizzato (requisito indispensabile per qualsiasi inno patriottico). Potrà anche non essere né il secondo né il terzo più bello del mondo, ma tra gli inni nazionali esistenti di tutti i 196 paesi che formano il pianeta, l’Inno Nazionale di Colombia, in definitiva, occupa un posto privilegiato.
Leggenda popolare n° 2: L’Inno Nazionale di Colombia venne creato in una circostanza particolare, incentivato dall’iniziativa di un attore affezionato che nel 1887 chiese al Sindici che scrivesse una canzone patriottica per omaggiare l’allora presidente Rafael Núñez.
Verità o leggenda? Leggenda.
Le prove: Vari libri che hanno investigato sulla vita del Sindici e la storia dell’Inno – scritti da Miguel Aguilera e Antonio Cacua Prada – affermano che l’attuale Inno è nato grazie all’iniziativa dell’attore José Domingo Torres, ammiratore di Rafael Núñez che fece pressione sul Sindici affinché componesse un inno con i versi dell’allora presidente.
Questa storia, ancora oggi divulgata, è nata da un probabile intento da parte della storiografia colombiana per mostrare che la creazione dell’inno è stato un atto che ha avuto impulso da un cittadino colombiano e non da un cittadino italiano (idea comprensibilmente vergognosa nell’ottica del pensiero nazionalista).
Le prove storiche, senza dubbio dimostrano tutto il contrario: nel 1880, sette anni prima che il Sindici componesse l’Inno Nazionale, lo stesso musicista italiano presentò nel giardino del convento Santo Domingo (demolito negli anni ’30 del ‘900) un primitivo inno, più esteso, con lo stesso testo di Núñez. Prima di questo, il Sindici ne aveva composti molti altri, e tra questi un “Inno Nazionale Popolare” con il testo di Lino De Pombo, presentato nel 1874 e un “Inno Nazionale” con testo di Jorge Isaacs (che lo scrisse espressamente per Sindici) presentato e premiato in un concorso nel 1881, il cui coro cominciava con le seguenti parole:
¡Levantad los gloriosos pendones (Alzate i gloriosi stendardi)
Que Bolívar triunfantes llevó (che trionfanti Bolívar portò)
Al confín de las bellas regiones (al confine delle belle regioni)
Do reinaron los hijos del Sol! (dove regnarono i figli del sole!)
Pertanto, l’idea di scrivere un inno che fosse un giorno ufficializzato come “nazionale” era da anni che passava nella mente di Sindici, che ha mostrò una certa ossessione per essere consacrato come compositore dell’inno della sua patria adottiva. A Sindici si possono senza dubbio aggregare vari nomi di compositori colombiani – oggi pressoché dimenticati – che composero anch’essi proposte di inni nazionali, tra questi José María Ponce de León, Julio Quevedo Arvelo e Ignacio Figueroa.
Leggenda popolare n° 2: Il testo di Rafael Núñez è una poesia mediocre.
Verità o leggenda? Verità.
Le prove: Non è necessario fare un’analisi dettagliata della poesia di Núñez per constatare che l’ex-presidente no era un poeta particolamente talentoso. A sostegno di ciò abbiamo un eccellente saggio dello scrittore colombiano Baldomero Sanín Cano, che nel 1888 fece un’analisi approfondita dello scritto di Núñez e ne segnalò le mancanze e gli artifici come poesia.
Nonostante questo, è importante segnalare che lo stesso Núñez riconosceva che il suo “Himno Patriótico” non era un gioiello della letteratura, come si evince dalle affermazioni contenute nella seguente lettera che l’ex-presidente inviò al Sindici nel 1890 per congratularsi per la musica dell’Inno:
“Cartagena, 5 agosto 1890
Sr. Oreste Sindici
Carissimo signore: Ho ricevuto la sua favorita il 24 luglio, e sono molto felice che l’inno abbia figurato, in qualche modo, a Roma, centro della filarmonia. E’ stato inoltre eseguito in molte capitali dell’America – Città del Messico, Lima, Caracas e Curaçao, ed altre che non ricordo – ; tutto ciò si deve senza dubbio al suo lavoro, il testo viene in secondo piano.
Saluti alla sua signora e famiglia, resto a sua disposizione con molto piacere.
Rafael Núñez.”
Leggenda popolare n° 4: L’Inno di Sindici è un plagio diretto di un’Aria dell’Opera di Vincenzo Bellini o Giuseppe Verdi.
Verità o leggenda? Leggenda.
Le prove: Per decenni numerosi accademici e musici – tra questi, Alberto Úpegui y Fernando Toledo – hanno affermato sia in articoli pubblicati dalla stampa che nelle conversazioni informali, che Sindici ha preso la melodia del suo inno direttamente da qualche opera di Bellini o di Verdi. Il fatto curioso è che i due accademici non hanno mai rivelato da quale opera o da quale aria proveniva la melodia. Una comparazione con tutte le opere dei due compositori permette di affermare infine che la melodia di Sindici è originale. Il suo stile senza dubbio è innegabilmente italiano e da opera, cosa che non dovrebbe causare stupore visto che Sindici memorizzò e cantò circa trenta opere durante la sua carriera di cantante tenore nella prima metà del XIX secolo.
Leggenda popolare n° 5: L’Inno Nazionale fu presentato dallo stesso Sindici nella piazza principale di Nilo, regione di Cundinamarca.
Verità o leggenda? Leggenda.
Le prove: il municipio di Nilo, dove oggi si ricorda Sindici con una statua che adorna la piazza principale, conserva la tradizione la credenza popolare che l’Inno Nazionale di Colombia venne interpretato dal compositore nel piccolo centro per la prima volta, al di sotto di un albero di tamarindo dove il Sindici era solito rilassarsi nel tardo pomeriggio con un armonium.
Sfortunatamente per gli abitanti di Nilo. questa credenza fu smentita nel 1940 da Emilia Sindici, ultima figlia sopravvissuta del compositore, che in una intervista pubblicata in “El Tiempo” affermò che il padre aveva cantato l’Inno per la prima volta dentro la casa di San Victorino (oggi Voto Nacionale) dove viveva nel 1887 la famiglia Sindici. A seguito della presentazione informale, l’inno fu presentato pubblicamente in un salone di una scuola pubblica – ribattezzata “Teatro Variedades” – l’11 novembre 1887, come testimoniato dalla stampa dell’epoca.
Gli abitanti di Nilo possono essere senza dubbio orgogliosi per il fatto che Sindici lavorava molta dalla sua tenuta di Nilo, luogo dove avrà certamente potuto cominciare a scrivere l’Inno Nazionale. Assieme a questa possibilità, si sa con certezza che Sindici compose molte delle sue canzoni scolastiche a Nilo, come confermato dagli articoli pubblicati nei giornali dell’epoca, come “El maestro de escuela”.
Articolo di Alexander Klein
Traduzione in italiano a cura di Andrea Selvini
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